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Comunicato Stampa PD sugli arresti dell'operazione "Metastasi"

Al comunicato che segue, aggiungo la conferma della sospensione dal partito del Sindaco di Valmadrera Marco Rusconi, decisa dalla Direzione Provinciale a norma di regolamento. Domenico Cavana Segretario del Circolo PD di Merate comunicato stampa Lecco, 03 Aprile 2014 Tante parole sono state già spese da ieri ad oggi sugli arresti nell'ambito dell'operazione "Metastasi" che riportano alla ribalta della provincia lecchese la presenza radicata della 'Ndrangheta, fenomeno purtroppo non sconosciuto nella nostra provincia. Il Partito Democratico, che fonda il suo operato sui valori della legalità e della moralità, vive come un fulmine a ciel sereno la notizia dei 10 arresti che vedono coinvolto anche il sindaco di Valmadrera Marco Rusconi. Si ritiene però opportuno scindere i tre livelli con cui valutare quanto accaduto: il piano umano, quello giuridico e quello politico. Sul piano umano, non possiamo che esprimere la nostra solidar...

La leghitudine

Il giornale della Lega additerà quotidianamente gli appuntamenti pubblici della ministra Kyenge, accusata dai pensatori fosforici del movimento di «favorire la negritudine». Probabile che si tratti di una forma di istigazione. Di sicuro ha tutta l’aria di una sciocchezza. L’ennesima. La Lega rappresenta la prova plastica di come l’assenza di cultura possa distruggere un’intuizione a suo modo geniale, quale fu trent’anni fa quella di dare voce ai ceti tartassati del Nord. In mano a una classe dirigente preparata o appena normale, l’idea avrebbe attirato le migliori energie del lavoro e dell’università per costruire un federalismo fiscale moderno. Con i Bossi, i Borghezio, gli Speroni e adesso i Salvini si è invece scelta la strada becera, antistorica e per fortuna minoritaria del razzismo secessionista. Gli attacchi a Roma ladrona si sono illanguiditi con l’aumentare dei privilegi e dei denari pubblici, in un tourbillon di mutande verdi e lauree prepagate. Sono rimasti in piedi soltant...

Un governo senza Berlusconi

Silvio Berlusconi ha aperto la crisi contro l’Italia. Non si tratta soltanto di una crisi di governo. Siamo pericolosamente vicini a un collasso delle istituzioni democratiche, mentre nella società si diffonde un impasto di sfiducia, paura, perdita di competitività e di diritti. Questa crisi segnerà uno spartiacque: dalla seconda Repubblica purtroppo non si può uscire con una, pur limitata, condivisione. Il governo Letta, benché privo di un accordo politico, è stato l’ultimo tentativo di gettare insieme un ponte verso un nuovo sistema, di porre le precondizioni di cambiamenti necessari. Ma con Berlusconi è impossibile costruire. Non ha il minimo senso di responsabilità nazionale. Non gli interessa che a pagare i suoi ricatti siano i cittadini più deboli, le imprese che cercano di resistere alla crisi, le famiglie già colpite dalla perdita del lavoro e dai tagli al welfare. Così come, con cinismo, ha imposto che l’esenzione dall’Imu del 10% più ricco del Paese fosse a carico d...

Due caimani e due bande di camerieri

Il Caimano. Debbo dire che Moretti aveva capito prima e meglio di tutti chi fosse il personaggio Silvio Berlusconi. E lo capì altrettanto bene  Roberto Benigni  scrivendo su di lui una ballata citata ieri sul nostro giornale da Gianluigi Pellegrino: "Io compro tutto dall'A alla Z / ma quanto costa questo c... di pianeta. / Lo compro io. Lo voglio adesso. / Poi compro Dio, sarebbe a dir compro me stesso". Quanto a me, poiché siamo in tema di ricordi, in un articolo del 1992 scrissi e titolai: "Mackie Messer ha il coltello ma vedere non lo fa". E poi D'Avanzo e la "dismisura" del Capo e proprietario di Forza Italia denunciata da Ezio Mauro come una sorta di lebbra che infetta e uccide la nostra democrazia.  Per dire chi è il Caimano la vena satirica e il giornalismo vedono talvolta più lontano della politica. La magistratura che ha il potere di controllo sulla legalità, è più lenta ma poi, quando arriva all'accertamento della verità, le sue...

Sia chiaro ora: l’omofobia è un reato!

Dopo anni di discussioni volte a trovare una soluzione normativa che ponga un freno alle discriminazioni – che purtroppo spesso si trasformano anche in atti di violenza – verso omosessuali, lesbiche e transessuali, la Camera dei deputati ha finalmente scritto la parola fine a quella che era una deprecabile e indegna lacuna del nostro sistema giuridico. E’ vero, resta da fare il passaggio al Senato, però possiamo comunque affermare che ormai è finalmente chiaro: l’odio verso queste persone non è un’aggravante. E’ un reato. E questo è anche il punto fondamentale di una questione che è andata “arrotolandosi” dentro un furioso dibattito nato intorno al sub-emendamento Gitti. Per chi lo volesse,  da questo link  è possibile scaricare un documento con le FAQ elaborate da Ivan Scalfarotto – il relatore della legge – in cui vengono chiaramente spiegate quelle che sono le reali conseguenze di quel sub-emendamento. Una legge non è mai una “cosa a sé stante”: è parte di un c...

Prigionieri del presente. C'era una volta il futuro

C'era una volta il futuro. Oggi è scomparso. Una parola inutile, comunque inutilizzata. Il futuro. Illuminava l'orizzonte sociale e personale.  Ispirava l'azione e, anzitutto, i messaggi della politica. I leader e i partiti erano tutti impegnati a scrivere programmi, progetti. A fare promesse. Perché anche le promesse riguardano il futuro.  La politica della Prima Repubblica: era orientata da ideologie. Grandi narrazioni della storia, proiettate nel futuro. Che sarebbe stato migliore del passato e del presente. La politica della Seconda Repubblica ha, invece, affidato la produzione di immagini del domani agli esperti di marketing. Ha ricondotto le identità e i progetti alla personalità del leader. Così il tempo ha perduto significato. Come i progetti.  La figura di Berlusconi, modello e artefice di quest'epoca, ha riassunto in sé ogni promessa. Facendola apparire attuale e attuabile, se non oggi, almeno domani. La sua biografia "personale", in un tempo ...

La libertà del nostro giornale

Nello stesso giorno in cui Matteo Richetti ha chiesto le mie dimissioni da direttore de l’Unità, Marco Travaglio ha scritto su  l’Espresso  che l’Ordine dei giornalisti dovrebbe aprire «una pratica disciplinare» nei miei confronti. Le questioni sono molto diverse tra loro. Ma entrambi se la sono presa per due titoli di prima pagina del nostro giornale. Richetti, insieme ad altri parlamentari amici di Matteo Renzi, ha criticato l’apertura di ieri: «No di Renzi al governo Bersani». A Travaglio ancora non va giù il titolo della giornata in cui M5S e Pdl hanno affossato il pre-incarico del leader Pd: «Patto Grillo-Berlusconi: fermare il cambiamento». Ovviamente ciascuno è libero di giudicare un titolo come crede. Ma pensare che questo possa essere sanzionato perché contiene una lettura giudicata scomoda, o non conformista, è una caduta impressionante di stile e di cultura. Richetti almeno si è dimostrato una persona seria: ha tenuto ferma la sua critica nel merito, ma h...

La sinistra e la destra

Il merito di Matteo Renzi è di aver indicato, senza ipocrisie, una strada diversa da quella di Pier Luigi Bersani e di aver così aperto un confronto pubblico sulla strategia del Pd. Per il sindaco di Firenze bisogna scegliere tra l’alleanza con Berlusconi e le elezioni anticipate. Una terza via non esiste, il «piano A» proposto da Bersani e approvato nella direzione Pd è a suo giudizio fallito, dunque occorre cambiare l’offerta politica. Anche perché il percorso del governo si incrocia con l’elezione del Capo dello Stato: e, secondo Renzi, il successore di Napolitano deve scartare il «governo del cambiamento» proposto dal Pd e passare subito al «piano B» (maggioranza Pd-Pdl) o addirittura al «piano C», cioè lo scioglimento immediato delle Camere. Sono opinioni non solo legittime, ma anche dotate di una loro forza: sebbene tra gli elettori del centrosinistra qualunque ipotesi di alleanza politica con il Pdl abbia pochi sostenitori e tanti tenaci oppositori, in altri settori e sopr...

L’Europa bendata alla guerra d’Africa

È impressionante il mutismo che regna, alla vigilia delle elezioni in Italia e Germania, su un tema  decisivo come la guerra. Non se ne parla, perché i conflitti avvengono altrove. Eppure la guerra da  tempo ci è entrata nelle ossa. Non è condotta dall’Europa, priva di un comune governo politico, ma è ormai parte del suo essere nel mondo. Se alla sterminata guerra anti-terrorismo aggiungiamo i conflitti balcanici di fine ’900, sono quasi 14 anni che gli Europei partecipano stabilmente a operazioni belliche. All’inizio se ne discuteva con vigore: sono guerre necessarie oppure no? E se no, perché le combattiamo? Sono davvero umanitarie, o distruttive? E qual è il bilancio dell’offensiva globale anti-terrore: lo sta diminuendo o aumentando? I politici tacciono, e nessuno Stato europeo si chiede cosa sia quest’Unione che non ha nulla da dire in materia, concentrata com’è sulla moneta. L’Europa è entrata in una nuova era di guerre ...

I conti della macro-regione del Nord

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Pdl e Lega propongono di costituire una macro-regione del Nord, che dovrebbe finanziarsi trattenendo il 75 per cento del gettito dei tributi erariali localmente pagati. È un’ipotesi finanziariamente sostenibile? E con quali conseguenze per il principio di solidarietà rispetto alle altre aree del paese? (clikkare sulle varie tabelle per ingrandire) IL FEDERALISMO E I NUMERI Sul tema del federalismo circolano spesso numeri di cui non si riesce a ricostruire il fondamento finanziario/contabile. Ciò sembra valere anche per la proposta Pdl-Lega secondo cui andrebbe costituita la  macro-regione del Nord  – formata da Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli V.G. – che potrebbe finanziarsi trattenendo il  75 per cento  del gettito dei tributi erariali localmente pagati, anziché il “misero” 35 per cento attuale. I contenuti della proposta sono ancora molto vaghi. Non è chiaro, ad esempio, se l’ampliamento della quota di entrate tributarie, da riservare al territorio,...

Io sono un conservatore

Conservatori. È l'accusa che Mario Monti ha rivolto a Stefano Fassina, Nichi Vendola. E a Susanna Camusso. I quali, da tempo, avevano imputato al Professore, questo stesso peccato capitale. Monti: colpevole di essere un "conservatore". Perché i conservatori, in Italia, sono impopolari. E stigmatizzati. Da sinistra, ma anche da destra. Nessuno che ammetta di esserlo.  Ebbene, vorrei fare coming out. Io sono un conservatore. Non riesco ad ad accettare i sentieri imboccati dal cambiamento. Molti, almeno. Il paesaggio urbano che mi circonda. E mi assedia. La plaga immobiliare che avanza senza regole e senza soste. L'indebolirsi delle relazioni personali e dei legami comunitari. Il declino dei riferimenti di valore  -  perfino di quelli tradizionali. La famiglia ridotta a un centro servizi, a un bunker sotto assedio. La retorica dell'individualismo esibizionista e possessivo. Che ci vuole tutti imprenditori  -  di se stessi. La Rete come unico "spazio"...

“Montalcini ha onorato l’Italia”. Ma nel 2006 Berlusconi e Lega la insultavano

Oggi il Cavaliere le dedica "un doveroso omaggio" e Schifani fa lo stesso, ma tra il 2006 e il 2007 la senatrice a vita era stata costantemente presa di mira dal centrodestra per il suo impegno in Senato a sostegno del governo Prodi. Dalle "stampelle" di Storace al "microonde" di Calderoli Ieri nemica giurata a cui offrire “stampelle”, oggi scienziata che ha onorato l’Italia. Hanno la memoria corta i politici di centrodestra che piangono  la scomparsa del premio Nobel per la Medicina . Il messaggio di  Silvio Berlusconi  è commovente: “Mi unisco a tutti gli italiani che in questo momento rendono il doveroso omaggio a Rita Levi Montalcini. Una scienziata di grande valore, una donna che ha onorato l’Italia”. Eppure, il 19 maggio del 2006, l’allora capo dell’opposizione attaccò pesantemente i senatori a vita, definendo ”immorale” la loro decisione di votare la fiducia al governo Prodi che peraltro risultò ininfluente ai fini numerici. La scienziata rispose...

Ecco le spese "pazze" del Trota Pagati spritz, caramelle e un frigo

Rimborsati oltre 22mila euro al figlio di Bossi: nella lista anche un rilevatore di autovelox, iPad, e 2 euro di «pizza bianca». IL DOCUMENTO: TUTTE LE SPESE, UNA PER UNA Sarà colpa del viaggio in auto, ma le volte che Renzo Bossi entra in autogrill - almeno quando si faceva rimborsare le spese come consigliere regionale - prende sempre qualche caramellina, snack, brioche farcita, e qualche bibita: Red bull in prevalenza ma anche Gatorade o Powergade. Come molti suoi coetanei, del resto.  Anzi, a differenza di tanti 24enni di oggi l’ex consigliere regionale leghista compra anche i giornali. Come i ragazzi della sua età, Renzo sembra appassionato di tecnologia. Per esempio, alla vigilia di Natale del 2010 non ha resistito ad acquistare Ipad, Iphone e accessori, tutti insieme per 1.515 euro (di iPad ne aveva già uno, mentre l’iphone lo ricomprerà qualche mese dopo). Qualche volta alla sera un cocktail: tre spritz all’Hollywood di Milano, il giorno dopo mojito, Campari e N...