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Visualizzazione dei post da settembre 8, 2013

Buone riforme e manipolazioni

Nei giorni in cui si compie il secondo passaggio parlamentare del disegno di legge sulla revisione costituzionale, mi pare opportuno cercar di evitare o dissipare alcuni equivoci. Il primo, e il più vecchio, riguarda la contrapposizione tra conservatori e riformatori. Questa è assai spesso una contrapposizione ambigua, che diventa addirittura distorcente quando si parla della Costituzione. Difendere principi e diritti in essa affermati, impedire manomissioni di suoi aspetti essenziali, significa certamente voler “conservare” qualcosa. Che cosa, però? Esattamente quello che costituisce il fondamento stesso della nostra democrazia repubblicana. Nel 1988 la Corte costituzionale ha stabilito che i principi supremi dell’ordinamento costituzionale non possono “essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali”. Una sorta di conservatorismo “obbligato”, dunque. In questa direzione, la difesa intransigente…

Barbara Spinelli: “Lo stravolgimento dell’art.138 è un colpo di mano”

Tra urla, appelli e minacce che accompagnano in questi giorni il dibattito sulla decadenza del senatore Silvio Berlusconi, pare che nessuno si sia posto una semplice, ma capitale, domanda: quanto costerebbe al Paese sacrificare un principio fondamentale come l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge? Lo abbiamo chiesto a Barbara Spinelli, scrittrice ed editorialista di Repubblica
Perché sembra una bestemmia dire che una persona condannata definitivamente per frode fiscale – reato ai danni dello Stato – non può rappresentare i cittadini in Parlamento?  Perché è difficile dire quel che pure è ovvio: questo nostro Stato si definisce a parole democratico, ma ha perduto la coscienza di essere una democrazia costituzionale, cioè dotata di una legge fondamentale che garantisce principi come la separazione dei poteri e, appunto, l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. 
Si procede con sospetta premura alla modifica dell’articolo cardine della Costituzione, il 138, che discipli…

Va bene le bandierine, ma quando si lavorerà …

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Bandierine. Da mostrare irridenti, le mani in alto sopra la testa, in piedi nei propri scranni di onorevoli del movimento 5 stelle. Da piantare sui tetti, anzi sul tetto del palazzo, accanto alla campana di Montecitorio dove si arriva da parlamentari ma con l’illusione fanciullesca di non esserlo davvero. Da sventolare seri, convinti di fronte ai propri sostenitori per vantarsi di essere gli unici rimasti a difendere la costituzione dalla brama famelica di chi è pronto a stravolgerla. L’art. 138 non si tocca. Giù le mani dalla sentinella della costituzione. Slogan semplici che luccicano. Non troppo a lungo però. Basta guardarli appena un attimo per accorgersi che sono di latta. L’art. 138 della costituzione, che dispone il procedimento rafforzato per le modifiche della costituzione stessa, rimane inalterato. Le camere istituiscono un comitato parlamentare per dare materie e tempi precisi al processo di riforma costituzionale. Solo per l’attività del comitato sono previste due deroghe,…