Con Gesù è nato il primo «senza dimora» ufficiale della storia

Vi accolgo con gioia e in punta di piedi, ma col cuore aperto e grande come quello del Dio che questa notte a fatica porta un messaggio rivoluzionario di amore e di tenerezza. A fatica, perché credo che nemmeno Dio riesca a trovare un posto nello scempio in cui si è trasformato il Natale, trastullo innocuo di chi gioca alla «civiltà cristiana» insieme a papi e cardinali che fornicano con un governo di corruttori e corrotti, dominato da un ignobile debosciato, affetto da narcisismo compulsivo e ebbrezza paranoica del potere.
Il nucleo del Natale è semplice: ognuno di voi è prezioso, unico e irrepetibile, necessario alla vita del mondo e indispensabile per la salvezza di esso. Questa notte ognuno di voi è dichiarato importante da Dio, in qualunque stato si trovi, in qualunque condizione viva, qualunque esperienza faccia, qualunque progetto di vita e di amore coltivi. Ascoltate il vostro cuore e troverete una dichiarazione d’amore esclusiva, personale, unica.
Oltre due mila anni or sono, un bambino che stava per nascere è stato rifiutato dai perbenisti del suo tempo, dai «credenti» suoi contemporanei perché tutti erano indaffarati nei preparativi della festa ad aspettare il Messia, drogandosi con cose inutili e senza senso. Erano così presi dalla finzione della «festa» e dagli obblighi che non si accorsero che il Messia era in mezzo a loro, bambino per non spaventare alcuno.
Per chi non lo sapesse con Gesù è nato il primo «senza dimora» ufficiale della storia che la politica e la religione del suo tempo espulsero dalla loro attenzione perché i poveri non si addicono alla solennità della liturgia e allo scintillio del potere; i poveri rendono impuri i riti insulsi che chierici e laici clericali bevono come cicuta che uccide la propria coscienza. Il primo «senza dimora» è Gesù di Nàzaret, figlio di Maria e figlio di Israele: ebreo per sempre e palestinese dalla nascita e per tutta l’eternità, ricercato dalla polizia di Erode come delinquente. Colpevole appena nato di essere un fuori-legge.
La sua storia è un paradigma perché si ripete come una maledizione ogni anno da due mila e passa anni, in ogni cultura, in ogni paese che si fregia della qualifica di «cristiano» che da lui prende senso. «Cristiano, una parola priva di significato, ma utile oggi per preti e potenti per addormentare le persone predisposte; necessarie per sostenere il potere che tutto compra anche le coscienze, anche il parlamento.
Quale atteggiamento abbiamo noi questa sera nell’essere qui? Quale motivo ci ha spinti a venire a questa veglia? Che cosa porto e che cosa chiedo? Se sono venuto per adempiere un dovere o celebrare una tradizione, allora sono fuori posto perché questa notte o avviene una rivoluzione di testa e di cuore o perdiamo tempo. Se non usciamo da questa chiesa con la volontà di rovesciare questo mondo ignobile e ingiusto in cui subiamo passivamente, perdiamo tempo. Dio è innamorato dell’umanità: ecco la rivoluzione. O siamo innamorati o siamo perduti.
Non cercate Dio nelle chiese, luoghi di riti addomesticati, senza fede e senza fantasia perché sono diventate i luoghi del mercimonio e del malaffare. La gerarchia cattolica fornica ormai «coram populo» con un governo e con malavitosi che non solo sono indegni, ma sono nocivi, diabolici e corruttori del sentire comune. Gli avanspettacoli degli ultimi giorni dal punto di vista della morale costituzionale e anche cattolica sono peccati e delitti gravi e per il diritto sono delitti contro il bene comune.
I cardinali che siedono a tavola con Berlusconi, Letta, Alfano, Tremonti, Gelmini, lodando il governo perché «ha lavorato bene per la chiesa», hanno perso il diritto di sedersi alla mensa eucaristica; se poi il capo dei cardinali è anche il segretario di Stato del papa, è uno spettacolo indecente e ributtante che da solo istiga ad abbandonare la Chiesa. Cardinali e vescovi, alleati con un malavitoso corruttore, mentitore, spergiuro e assassino della democrazia, sono una iattura per la società e la Chiesa. Costoro sono trafficanti, non sono «Chiesa».
Sostengono il governo non per giustizia, ma per malaffare, non per amore del popolo, ma per interesse immorale: triste questo Natale se un presidente del consiglio dice pubblicamente: «Non farò mai nulla contro il Vaticano». Sfido io, è il suo protettore! Ancora più triste che un cardinale scherzi e giochi e rida con uno che è frequentatore di minorenni, bestemmiatore pubblico, ladro impunito, corruttore di professione, bugiardo per natura, estremista senza etica e senza senso dello Stato; un malavitoso impunito che ha comprato il parlamento riducendo la casa della democrazia in spelonca di ladri e assassini senza decoro. Quando un deputato si mette in vendita e si lascia comprare è segno che la desolazione e il cancro della dittatura hanno già raggiunto il midollo del’osso.
Se fossi papa abolirei il Natale e andrei per le strade a raccogliere i Gesù dai marciapiedi, dai tuguri, dalle immondizie e girerei per le città cantando e invitando tutti ad unirsi in una sola umanità, senza differenza di religione, di cultura, di nazione, di colore. Andrei come il cardinale Tettamanzi nei campi dei Rom: grande il Tetta! Andrei a visitare gli immigrati, specialmente quelli senza carte e li metterei nel presepe, accarezzando i loro volti. Andrei nel Mare Mediterraneo e farei uno sciopero da papa finché il governo non receda dagli accordi assassini con dittatori assassini come Gheddafi a cui il governo ha appaltato la morte di migliaia di uomini e donne, carne da macello, ma protetti dalla Carta dei Diritti dell’Uomo dell’Onu del 1948, perché soggetti diritto di asilo e di assistenza.
Andrei dai Musulmani e delle altre città e porterei una pietra e un’offerta per la costruzione dei luoghi di culto e griderei al mondo che è un loro diritto sacrosanto e chi nega questo diritto deve essere bandito dal mondo intero perché il diritto è indivisibile. Andrei dalla prostitute sulle strade e in ginocchio direi loro: non siete voi le prostitute pericolose per il decoro e la morale, ma sono coloro che si vendono al potere per il potere o per avere posti in televisione; sono prostituti il presidente del consiglio Berlusconi con il suo manutengolo, il nobiluomo di sua santità, Gianni Letta; sono prostituti i politici che infangano l’onorabilità della nazione inneggiando ai mafiosi e facendo affari con loro o vendendosi in cambio di incarichi o di soldi. Sono prostituti chi paga tangenti e froda il fisco, uccidendo così lo stato sociale. Sono prostituti i cardinali che ogni giorno si prostituiscono un potere e un uomo che è la vergogna della Nazione. Sono prostituti colo ro che lo hanno votato perché lo hanno scelto come modello della loro vita. Le prostitute di strada sono figlie della nostra colpa e ci precedono nel regno dei cieli. I prostituti al governo e in Vaticano sono il marchio del ludibrio di chi onora la legalità e la giustizia.
Verrei da ciascuno di voi e da ciascuna di voi e accucciandomi sulla soglia del vostro cuore, vi direi, in un sussurro: non avere paura, Dio ti ama pazzamente perché è innamorato di te; Dio è folle di te e ha bisogno di te per salvare questo mondo sgangherato e questa nazione smarrita. Non dimenticare mai che Dio è «Padre che si fa madre» sempre e la porta della sua misericordia è sempre aperta perché il suo è un amore a perdere. Direi, quasi come una preghiera: vieni con me a dipingere il mondo di bellezza e di colori perché ognuno possa risplendere della propria luce che è riflesso della sua GLORIA. Questo è Natale. Questa è la vita. Questa è la speranza che vogliamo vivere, questa notte, domani, nel nuovo anno, fino alla morte, e possibilmente anche oltre.

don Paolo Farinella

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