Il futuro del Lario dopo l'abolizione delle province

Lago di Como, Gaffuri e Spreafico (PD): “Che attenzione sarà riservata al Lario nel nuovo Consorzio per i laghi Prealpini? E chi gestirà i proventi dei canoni idrici dopo l’abolizione delle Province?”

Milano 25 gennaio 2012

Quale attenzione verrà riservata al lago di Como nel nuovo Consorzio per i laghi prealpini che, posto sotto il controllo del Ministero dell’Ambiente, subentrerà alle prerogative del Consorzio dell’Adda? A chi spetteranno i canoni che Regione Lombardia, in base ai dettami della Legge numero 22 del 28 dicembre scorso, dal 2013 verserà ai territori di Como e Lecco, visto che le Province, a cui dovrebbero essere destinati, non opereranno più? Sono queste le preoccupazioni che animano Luca Gaffuri e Carlo Spreafico, rispettivamente capogruppo PD e consigliere segretario del Consiglio regionale, dopo l’audizione di questa mattina in Commissione Agricoltura, parchi e risorse idriche dell’Assessore regionale Marcello Raimondi che ha relazionato in merito alle novità legate alla regolazione del livello delle acque del Lario. “Auspico – dichiara Gaffuri - che nel nuovo Consorzio dei laghi prealpini siano ben rappresentate le esigenze del territorio lambito dalle acque del Lario ma soprattutto a chi spetterà ricevere e gestire le risorse: a Regione Lombardia? Ai singoli Comuni?” Rispetto ai contenuti della Legge Regionale 21/2011, infatti, che destina i proventi dei canoni idrici alle province, le disposizioni del Decreto Monti relegano questi enti a semplici organismi di coordinamento delegando alle regioni le funzioni ora svolte dagli enti di Villa Saporiti e di Villa Locatelli.
Altri dubbi sono sollevati da Carlo Spreafico sulla regolazione delle acque del Lario effettuate tramite la diga di Olginate: “Se non vi saranno risposte convincenti per il territorio, che di fatto oggi è ai margini del processo decisionale, chiederemo che Regione Lombardia proponga al Parlamento di rivedere l'attuale legge che regola il sistema di governo delle acque del Lario perché, diversamente, non si potrà mai programmare una seria politica di investimenti turistici e infrastrutturali,mentre sui comuni e i privati continua a gravare il costo delle manutenzioni del fronte lago”. Allo stesso tempo Luca Gaffuri auspica che si arrivi anche una chiarificazione definitiva tra Regione Lombardia e città di Como sul fatto che il lungolago cittadino non può essere trattato alla stregua di una barriera per favorire l’accumulo d’acqua con la realizzazione delle paratie: “Spero che Regione Lombardia possa instaurare un nuovo e positivo dialogo con la futura amministrazione comunale di Como al fine di intervenire sugli errori finora commessi su questo cantiere che, se da un lato voleva preservare il capoluogo lariano dalle piene del lago, dall’altro aveva come scopo quello di massimizzare gli accumuli d’acqua nel bacino nei periodi propizi al fine di farla utilizzare quando necessario. Spero che con la nuova amministrazione cittadina si arrivi al più presto alla riapertura del lungolago e che l’idea delle paratie resti solo come monito dell’incapacità di PDL e Lega Nord”.

Valentina Lopez
Ufficio Stampa PD
Consiglio regionale della Lombardia

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