mercoledì 26 maggio 2010

Una buona dose di silenzio e due o tre parole da mangiare

Non sopportiamo più gli appelli, i manifesti, i comunicati stampa. Ci annoiano gli eventi di cartapesta dove vi sono più relatori che partecipanti. Inorridiamo alla vocina della Signora, così acuta quando parla dei poveri. Ci nausea vedere un consiglio comunale di 61 eleggere una commissione (la diciannovesima!) composta di 35 (trentacinque!), ascoltare assessori che dicono sempre di sì e non fanno mai un tubo. Non reggiamo più i giornalisti ignoranti, gli opinion leader che dicono tronfi "io conosco la città!" quando a malapena conoscono un quartiere. Chiediamo di essere liberati da chi sentenzia "Milano razzista" e subito scappa per il fine settimana di lusso... liberté, egalité e jet privé! E togliete le alogene dagli studi televisivi. Troppa luce fa male.
Ridateci invece una vita semplice. Una buona dose di silenzio. Due o tre parole, non di più, ma parole da mangiare. Due o tre parole, anche per le prossime elezioni amministrative: Milano che accoglie e protegge, il pensionato e il migrante, Milano che studia, anche la sera, Milano che sa risparmiare e non vuole opere faraoniche, Milano che vuole una nuova classe dirigente. Anche per il nostro Partito Democratico, perchè se davvero ci fosse la possibilità di avere persone come don Milani o Enrico Berlinguer "molte cose cambierebbero in quest'Italia di maschere e di generali senza soldati.”

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