Riassunto seconda serata sul Lavoro

Comunicato informativo.
Il 4 Marzo presso l’auditorio di Merate si è svolta la seconda serata sul LAVORO organizzata dai Rotary Club di Brianza e Colli Briantei.
Questa iniziativa sarà seguita dall’ultima serata che si terrà sempre presso l’auditorium di Merate il 25 marzo che sarà rivolta agli startupper d’impresa che desiderano tracciare un quadro d’insieme delle misure necessarie per la nascita e lo sviluppo di un’attività affrontando i profili operativi, societari, giuslavoristici, fiscali e finanziari. Startup, questo il nome della serata che mira ad approfondire esperienze, percorsi di crescita e strategie aziendali per poter “aggredire” il mercato attraverso un ponderato piano strategico. Oltre a Progetto Virgilio, interverranno alla serata esperti provenienti dal mondo accademico, dalle istituzioni e dal mondo economico/finanziario.
La serata del 4 marzo è stata dedicata a chi desidera rientrare nel mondo del lavoro attraverso la definizione di un progetto orientato a una corretta riqualificazione professionale e l’avvio di un nuovo percorso lavorativo, mediato tra obiettivi personali e contesto locale.
Hanno partecipato come relatori:
- dott. Sironi per la Provincia di Lecco.
- dott. Vaccari Gruppo Fomas S.P.A. (Organizzazione risorse umane)
- dott. Roberto Frigerio per la Cisl, Monza Brianza        
- dott. Saporito per la Intoo, Soc. nei servizi di outplacement
- Bureau Veritas, Organismo di Ispezione, Certificazione per la Qualità.
Moderatore della serata: Canzio Dusi.
Il tema emerso è che anche nella florida Brianza diminuiscono gli occupati e aumentano i disoccupati e gli inattivi.
Dai contributi che hanno esposto i relatori, è risultato che si sono progressivamente modificati i rapporti di lavoro e le esigenze del mercato.
In questo scenario carico di complessità è obbligo elaborare nuove strategie e prendere decisioni chiare per essere competitivi.
Fatte le premesse, qui di seguito vi racconto la serata.
La prima impressione che ho avuto, nell’ascoltare i relatori, è che tutto quello che ho vissuto dal mio primo impiego che porta la data 1970, a quando ho maturato la pensione nel 2012, il mondo del lavoro che conoscevo e che ho vissuto è radicalmente modificato.
Non desidero parlare delle lotte, degli scioperi e di quello che è stato conquistato come diritto al lavoro, perché stiamo parlando di “due periodi di storia paragonabili a ere diverse”.
Un fatto è certo, che alcuni capisaldi ottenuti con le “lotte” operaie oggi sono ancora utilizzati e alcune volte, ahimè, “sfruttate” in modo non corretto.
Ma veniamo alla serata.
Il tasso di disoccupazione (provincia di Lecco) da 3,2%, del 2008, si è passati al 7,3% (dati ISTAT), nel 2014.
Dal 2008 al 2013 in provincia di Lecco si sono persi 12.000 posti lavoro.
E’ emerso che nel primo trimestre 2015 le assunzioni sono state 690 (+15%.)
Un altro fenomeno evidente è stato quello della diminuzione dei lavoratori dipendenti, in contrapposizione a un aumento dei lavori atipici con tipologie di rapporti di lavoro spesso a metà strada tra il lavoro dipendente tradizionale e il lavoro autonomo in senso stretto, che non presentano le caratteristiche della stabilità del rapporto di lavoro e/o dell'orario pieno.
L'universo del lavoro atipico, peraltro, non presenta caratteri di omogeneità, tanto che potremmo per grandi linee identificare due figure principali di protagonisti:
          - i cosiddetti collaboratori coordinati e continuativi o a progetto, che, a livello fiscale, producono reddito assimilato a quello di lavoro autonomo;
          - i prestatori di collaborazioni occasionali
Inoltre è emerso che è in aumento la richiesta di diplomi qualificati o laurea quinquennali.
Relativamente alle figure di operai specializzati si fa fatica a reperirle sul mercato del lavoro
Non c'è ripresa ma c’è ottimismo.
Altro elemento che è emerso, ma che è un fenomeno prettamente italiano, è che il 50% delle assunzioni avviene per conoscenza personale diretta con l’imprenditore o attraverso suoi sub-fornitori.
Ecco che a questo punto del dibattito sono stati evidenziati i punti che il lavoratore deve porsi:
-       bilancio delle proprie competenze
-       conoscenza del mercato
-       stimolo interno e avere un progetto proprio di lavoro.
La serata ha anche toccato la tematica concernente le aziende.
Dopo il primo smarrimento, dal 2008 hanno iniziato un percorso di riorganizzazione.
E’ stato fatto riferimento alla “FONDAZIONE PER LA SALVAGUARDIA DELLA CULTURA INDUSTRIALE – A. BADONI”, promossa da Confindustria Lecco e della quale sono Soci Fondatori, oltre all’Associazione stessa, anche Camera di Commercio di Lecco, Fondazione Gruppo Credito Valtellinese e un gruppo d’imprese associate a Confindustria Lecco.
La realtà è nata grazie alle sinergie attivate fra soggetti pubblici e privati e le aziende del territorio.
Oggi le imprese manifatturiere lecchesi hanno un fabbisogno cronico di diplomati a indirizzo tecnico che non trova risposta.
Questo è un paradosso che la Fondazione vuole risolvere anche rafforzando ulteriormente il legame fra industria e Istituti Tecnici e professionali del territorio e in particolare l’ITS Badoni, che rappresenta un esempio di eccellenza nel campo dell’Istruzione Tecnica.
E’ stata affrontata sia la tematica riduzione dei costi, che non è solo la riduzione del personale, ma anche progettare nuove tecnologie, come trovare nuovi mercati, con nuovi prodotti.
L’iter formativo di un dipendente è stato identificato in un periodo di due anni, con il costo che ne deriva.
L’azienda che cosa chiede in cambio:
           -       capacità di muoversi all’interno dell’azienda in relazione alla richiesta del reparto o dell’ufficio.  
-       capacità di muoversi verso l'estero.
-       conoscenza di una lingua straniera
-       di avere flessibilità
Le opportunità non mancano, e la ricollocazione anche per chi ha una certa età non è facile, ma se si ha una professionalità (maturata e fatta propria) è meno difficile.
E’ stata affrontata la tematica di fare più Politica Attiva del Lavoro che sono tutti quegli interventi che vanno a incidere direttamente sul mercato del lavoro creando nuova occupazione o intervenendo a scopo preventivo o curativo sulle possibili cause della disoccupazione.
Si è parlato di fare meno Politica Passiva del Lavoro che concerne le prestazioni monetarie a favore dei disoccupati (chi ha perso il lavoro).
In fine è stato affermato il concetto di ridare vita e fiato alle aziende e una migliore velocità burocratica.
Quanto riportato ha il solo scopo di avere informato quando è emerso durante l’esposizione dei relatori.
Il nostro circolo PD di Merate, ha già messo in calendario un incontro che per tema avrà la nuova Politica del Lavoro ( Jobs act )e i relativi Decreti attuativi.
In questo incontro che si svolerà entro il mese di Maggio si cercherà di sviluppare un momento di confronto sui pro e contro con particolare interesse al territorio di Merate e delle sue frazioni.
Circolo PD di Merate

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