LA MAFIA DIETRO L'ANGOLO

La relazione di Nando dalla Chiesa alla Commissione antimafia regionale segnala che la legalità è fortemente a rischio in Lombardia

Nando dalla Chiesa è tornato questa settimana in Consiglio regionale, a tre mesi di distanza dalla presentazione del suo "Manifesto dell'Antimafia", per parlare della situazione del fenomeno mafioso in Lombardia.
Lo ha fatto a partire dalla quinta relazione della Commissione antimafia del Comune di Milano e degli esiti della relazione periodica che verrà consegnata al Parlamento. 
Ad accoglierlo i membri della commissione ed il presidente Gian Antonio Girelliche, a margine dell'incontro, ha sottolineato l'importanza di un confronto che parta da dati verificati sul campo. "Dalla Chiesa - ha detto - ha fornito un quadro circostanziato del fenomeno mafioso nella nostra regione, tale da non lasciare dubbi sull'atteggiamento che devono tenere le amministrazioni pubbliche e, con loro, tutta la società lombarda. Non è sicuramente confortante la situazione di Expo ma la cartina che ci è stata mostrata disegna una situazione di generale problematicità che non può più essere sottovalutata". 
Nel corso dell'incontro, infatti, sono stati messi in evidenza gli elementi critici su cui concentrare l'attenzione delle forze di legalità e delle istituzioni: il radicamento territoriale, l'espansione delle reti di relazione, la numerosità degli incontri delle 'ndrine, la quantità dei fenomeni criminali, l'ampliamento del raggio di interesse economico al settore del commercio e della ricezione turistica in vista di Expo. 
"Una situazione - ha proseguito il presidente della commissione regionale - che impone a tutti noi una riflessione su più piani. Innanzitutto sul piano normativo e su quello immediatamente conseguente di una sua attuazione. È sotto l'occhio di tutti, difatti, che strumenti importanti come i protocolli di legalità dovrebbero essere maggiormente previsti e utilizzati. Serve poi una capacità di leggere complessivamente l'evolversi della situazione aiutando tutti, istituzioni e operatori, ad avere in ogni momento la situazione sotto controllo. Probabilmente la predisposizione di un sistema informativo che metta insieme i vari centri di raccolta di informazioni potrebbe essere la risposta adeguata. Terzo, ma non ultimo piano di ragionamento: un maggior coinvolgimento e forse un diverso ruolo delle forze dell'ordine soprattutto al livello micro territoriale, dove si consolida la presenza mafiosa". 
"Partendo da questo - ha concluso Girelli - si apre per l'istituzione regionale una stagione di valutazione e di progettazione che dovrà individuare i meccanismi per contribuire efficacemente, attraverso lo strumento normativo, al controllo e all'eradicazione della 'Ndrangheta e di Cosa nostra in Lombardia. Banco di prova, forse è utile rimarcarlo, sarà ancora una volta Expo, nella sua fase finale dei lavori ma anche nella fase di gestione dell'accoglienza e quindi con un occhio alle società ed ai soggetti che forniranno servizi accessori". 

Da SettegiorniPD

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