Riforme Costituzionali: Risposta del Sen. Chiti a Tino Passoni

Pubbliciamo la risposta del Sen. Chiti al nostro iscritto (e componente del coordinamento di Circolo) Ernesto Passoni. 

Inoltro le seguenti considerazioni del Senatore Vannino Chiti, coestensore del Disegno di Legge Costituzionale:"Istituzione di un Senato delle Autonomie e delle Garanzie e riduzione del numero dei Parlamentari". (testo riportato nel blog PD Merate alla parola chiave Costituzione).
Disegno di Legge che condivido, con le motivazioni espresse in articoli del blog, in contrapposizione con la Proposta di Legge di Riforma Costituzionale in itinere al Senato.
Sperando che anche la base del Partito ne parli dialetticamente, chiedo che la comunicazione venga pubblicata sul blog e saluto cordialmente.
Tino

Caro Ernesto,
grazie ancora per il tuo incoraggiamento e il tuo sostegno

Mi sto impegnando per  difendere i valori della Costituzione nata dalla Resistenza.
I valori distrutti dal berlusconismo non si ricostruiscono riproponendo la visione autoritaria dello Stato che ha Berlusconi.
La Costituzione non è oggetto del programma di governo e non può esserlo. La Costituzione non è dei governi e nemmeno dei parlamentari, è dei cittadini.
Su temi come questo non esiste la disciplina di partito come per un provvedimento che fa parte del programma di governo e di un leader.
Sulle riforme costituzionali si deve cercare il consenso più ampio possibile con le forze di maggioranza e di opposizione.
L'articolo 67 della Costituzione, secondo cui ogni parlamentare rappresenta la nazione senza vincolo di mandato, è tanto più sacro se si parla della Carta fondamentale.
Abbiamo presentato delle proposte alternative perché è nostro dovere di parlamentari fare il massimo non certo per frenare nel riforme, ma per fare in modo che si facciano bene.
Stiamo facendo la più ampia modifica della Costituzione dalla sua nascita, penso sia necessario farlo bene per evitare di pagarne, tutti, le conseguenze per tanti anni.
Lo scopo è fare una buona riforma o fare una riforma qualsiasi, fosse anche la peggiore, per il solo scopo di farla?
A mio avviso dobbiamo migliorare la nostra democrazia e le istituzioni, non impoverirle.
Alcune delle nostre proposte sono state accolte, segno che non siamo sabotatori ma proponiamo idee valide: adesso il testo prevede 100 senatori e maggiori competenze di garanzia al Senato.
Non si capisce, né ci viene spiegato, perché dovremmo mantenere una Camera di 630 membri e non ridurli, come proponiamo non solo noi, a 315 o 470.
Anche noi riteniamo che si debba superare il bicameralismo paritario: solo la Camera darà la fiducia al governo e avrà l'ultima parola sulla gran parte delle leggi, ma le strade possibili sono due: o si adotta il modello tedesco per intero - con un Senato composto solo da rappresentanti dei governi regionali e una Camera eletta con legge proporzionale e sbarramento al 5% - oppure, se si vuole una legge maggioritaria alla Camera, si deve avere un Senato eletto direttamente dai cittadini in concomitanza con i consigli regionali. Il Senato, eletto col proporzionale e le preferenze, dovrà essere l'organo di compensazione e garanzia su alcune materie che non possono essere lasciate esclusivamente al volere della maggioranza che vince le elezioni alla Camera: pensa per esempio al testamento biologico.
È un'eresia volere mantenere il diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento?
Anni di elezioni col porcellum e i nominati hanno prodotto uno scollamento tra eletti ed elettori e hanno ridotto l'autonomia di ogni singolo parlamentare.

Un caro saluto e ancora grazie!

Vannino Chiti 

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