ZERO TICKET? UN FLOP DA 200MILA EURO

Il PD smaschera l'inutilità dell'iniziativa tanto reclamizzata e rilancia: via i ticket sotto i 30mila euro e più progressività per tutti gli altri.

Le città lombarde sono state per settimane tappezzate da cartelloni che indicavano l'azzeramento dei ticket sanitari per 800mila lombardi, ovvero i cittadini over 66 con redditi fino a 18mila euro (in pratica, è stata estesa la fascia di esenzione per il ticket sui farmaci). In realtà, per ora, ad aver potuto diminuire la compartecipazione alla spesa sanitaria sui medicinali sono state poche migliaia di lombardi. I numeri sono chiari: se la Regione aveva annunciato che avrebbe avuto una contrazione delle entrate da ticket per 40 milioni, al giro di boa del primo mese, quello di aprile, le entrate sono invece aumentate di quasi mezzo milione. La Lombardia continua dunque ad essere la regione italiana con i ticket più cari, nonostante i conti in ordine, e i lombardi continuano a pagare di più i farmaci e le prestazioni. 
Lo ha affermato Carlo Borghetti che in Consiglio regionale ha presentato un'interrogazione per sapere dall'assessore Mantovani la verità sulla campagna pubblicitaria "Zero ticket", uscita peraltro in piena campagna elettorale. "Mantovani ha confermato che l'iniziativa tanto pubblicizzata, oltre al fatto di essere costata alla Regione circa 200mila euro in spese di comunicazione, non è servita a esentare dal pagamento del ticket 800mila lombardi, come promesso, ma solo alcune migliaia. Tanti proclami ma, a conti fatti, si è comunicata ai cittadini un'iniziativa in modo ingannevole, che non ha di fatto ridotto la spesa del ticket per la platea stabilita - ha detto Borghetti - . Altre regioni hanno introdotto esenzioni per i redditi medi e medio bassi per tutte le fasce di età, come propone il Pd lombardo da tempo: via i ticket per i redditi fino a 30mila euro e progressività per tutti gli altri".

Da SettegiorniPD n°273

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