Uguaglianza: l’Intervento di Giorgio Munari – Olgiate Molgora

27 settembre 2012 - Terzo intervento relativo alla Carta Degli Intenti del PD: Circolo di Olgiate Molgora - Giorgio Munari.


I processi di globalizzazione hanno portato nell’Occidente un aumento delle diseguaglianze.
L’Occidente ha percepito con paura i processi globali che esso stesso ha contribuito a creare.
La paura ha portato ad una filosofia di vita degli individui, ceti e paesi con al centro la difesa del proprio recinto, a prescindere da chi sta dentro o fuori.
Per resistere dentro il recinto l’Occidente ha preteso:
  • una drastica diminuzione dei diritti individuali
  • la concentrazione degli strumenti di controllo sociale
  • l’espansione di una cultura esattamente opposta a quella proposta dal prete di Barbiana don Milani
  • la soppressione delle esperienze comunitarie del movimento operaio e contadino.
Ogni individuo si salva da solo e non insieme. Non mi interessa dell’altro.
Quindi, ogni regola che si introduce a tutela dello sviluppo comunitario viene mal sopportata e deve essere rimossa.
In questo quadro è chiaro che chi ce la può fare è solo e chi è economicamente forte diventa un esempio da imitare.
Ci si fida di Lui perché “ci porterà certamente dove è arrivato Lui”.
Questa è l’unica “speranza” che ha alimentato vent’anni di politica italiana. Anche la speranza micro identitaria delle comunità locali promessa dalla Lega, dove vince il più forte, è stata praticamente annullata e la sua energia, potenzialmente vitale, indirizzata verso sponde di sapore razzistico o antimeridionalista.
Altra conseguenza immediata è stata la fine del principio di solidarietà e di fiducia anche dentro la comunità locale.
Ogni individuo riesce da solo, chi non ce la fa si deve espellere.
Il centrosinistra è oscillato in questi vent’anni tra una difesa “ideologica” della solidarietà senza rinnovarne gli strumenti, ed un accodarsi all’onda egoistica in atto in un’ottica altrettanto ideologica.
Intanto, però, i problemi italiani (l’evasione fiscale, i conflitti d’interesse, la crescita economica, la concentrazione delle risorse, l’efficienza dei servizi pubblici) non venivano risolti perché chi bandiva l’arma del successo individuale curava molto bene il proprio successo e quello a lui più vicino e non quello della maggioranza.
Si è quindi, innescato un processo di centralizzazione nello Stato e nelle Regioni, con il ridimensionamento delle realtà locali (comuni, associazioni ed Onlus non legate a grandi organizzazioni) ed una caduta della sussidiarietà. Nella Lombardia abbiamo l’esempio più eclatante di dove si può arrivare.
E’ chiaro che in questo scenario non esiste nessun “ascensore sociale” che possa permettere ai deboli, ai giovani ed alle donne di “passare” ad altre condizioni.
Il coraggio del centrosinistra dovrebbe portare ad welfare che disegna il campo delle politiche economiche e dell’attività pubblica (giustizia e diritti).
Il centrosinistra deve avere il coraggio di cambiare il modo di spendere per le tutele e per garantire le pari opportunità.
Far cambiare la spesa significa coniugare insieme la solidarietà e lo sviluppo.
Sino ad oggi il welfare è stato, nella sua variante italiana, essenzialmente protezione.
I mutati meccanismi demografici, il forte ridimensionamento della sussidiarietà locale e la crisi hanno mandato in dissolvimento il nostro modello.
Sarebbe necessario, allora:
  • Ristabilire la solidarietà e la sussidiarietà locale pubblica e privata.
  • Una forte lotta alla evasione ed una politica fiscale.
  • Introdurre una vera patrimoniale che comprenda tutto, ricchezza finanziaria anche desunta, anche se portata all’estero.
  • Un sistema bancario non legato ai monopoli e con controlli rigidi.
  • Investire nella formazione e premiare le aziende che investono in ricerca e nei giovani.
  • Ricostruire un tessuto industriale di grandi imprese che hanno sempre favorito lo sviluppo del tessuto produttivo indotto.
  • Una riforma della giustizia che combatta la corruzione e che non abbia tempi biblici.
Concludendo: occorre lanciare messaggi di speranza; abbandonare le divisioni, i risentimenti, le animosità e le discussioni un po’ datate (siamo liberal o socialdemocratici, vecchi da rottamare o nuovi da promuovere ??).
La fiducia nell’Uomo e nelle Sue potenzialità rendono assurdo tale dibattito.
Questa visione è il senso vero dell’Uguaglianza perché non riguarda solo il colore della pelle, la lingua che parla o le ricchezze materiali che possiede, ma riguarda tutti dai più potenti ai più umili.

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