RIFONDARE I PARTITI PER RIFORMARE LA POLITICA

CONCENTRARSI SUI GRANDI TEMI DELL’UMANITÀ E SUI BENI COMUNI, SENZA DIMENTICARE CHE PARTECIPAZIONE E GERARCHISMO SONO INCOMPATIBILI

Le migliori classi dirigenti dei partiti sono quelle emerse dopo i periodi di resistenza o di lotta di classe. Si trattava di persone con forti idealità, che si erano impegnate per lungo tempo in lotte impari e spesso rischiose. Il loro altruismo anzitutto, garantiva contro il pericolo di conflitti di interessi, cioè che agissero solo per il proprio interesse. La mentalità che è stata diffusa oggi dal potere mediatico, soprattutto col berlusconismo, è dare per scontato, naturale, che ciascuno faccia i propri interessi, sempre e dovunque. Chi parla di ideali deve nascondere necessariamente secondi fini. L’altruismo dei primi sindacalisti o dei partigiani vengono semplicemente nascosti, ignorati. È ovvio che questo atteggiamento è un fattore di forte disgregazione sociale.

Cooptazione o merito? Oltre a quello ideale, un altro importante fattore della qualità della classe dirigente è il criterio di selezione. Quanto più il potere è verticalizzato, tanto più si afferma il criterio della cooptazione. Vengono scelti cioè non quei candidati che presentano le migliori qualità dirigenziali, ma quelli più servili, che più si prestano al servizio del capo, senza il rischio di creargli un’alternativa. Questo aspetto evidenzia una grande superiorità dei sistemi democratici rispetto a quelli autocratici o burocratici, in quanto consentono l’emersione di chi ha le doti conoscitive, di creatività, innovazione, fiuto, buon senso… da cui non può prescindere un leader politico moderno.

Esce massacrata la politica italiana dal berlusconismo. “L'elevazione a sistema degli interessi privati in luogo di quelli pubblici, il conflitto di interessi ai vertici dello Stato, la trasformazione dei partiti in centri di potere non più democratici, infine il devastante combinato controllo dell'informazione per mano e proprietaria e politica, hanno innescato aspetti di verticalità (si pensi, ad es., alla proposta di far votare le leggi direttamente dai capigruppo, quasi si trattasse di un'assemblea sociale coi rappresentanti che votano in forza delle quote sociali), accompagnati da una forte crisi della partecipazione politica. Fino all'attuale legge elettorale, che espropria i cittadini dell'ultimo potere decisorio rimasto, distrugge il rapporto tra cittadini ed eletti e degrada questi ultimi al ruolo di emanazioni della volontà del capo, cui devono omaggio come novelli feudatari al sovrano, e al quale solo rispondono” (Caputo).

Un rinnovamento radicale nella politica si rende indispensabile e sembra opportuno ripartire dai partiti. Innanzitutto assolvendo alla norma costituzionale che impone l’organizzazione democratica al loro interno (plausibilmente da intendersi in senso sostanziale e non solo formale: verificando, ad es. il livello di partecipazione della base). A questa struttura democratica va subordinato il finanziamento pubblico dei partiti, anch’esso certamente da rivedere a fondo: non per ridurlo, magari anche potenziandolo, ma subordinandolo a una serie di controlli e verifiche ben più seri degli attuali.

La separazione dei poteri è un principio generale di salute istituzionale: dovrebbe essere applicato anche ai partiti, nel senso che i dirigenti di partito non possono avere anche responsabilità politiche. L’abitudine contraria, invalsa nel nostro paese, comporta un dannoso conflitto di interessi. Con la separazione invece vi sarebbe il controllo del partito sul comportamento dei propri politici, con la sostituzione di chi non si dimostra adeguato e la selezione dei migliori. Il dirigente di partito che opta per la politica, deve lasciare il suo incarico e resta sottoposto al controllo democratico del partito. Questo così comincia a svolgere ruoli consistenti, favorendo la partecipazione degli iscritti.

Il metodo proporzionale per le elezioni è da considerare il metodo più adatto a garantire la nostra democrazia (salva l’esclusione di quelli che non superano un minimo dei voti, per evitare eccessiva frammentazione). Quello maggioritario, scelto per imitare le grandi democrazie anglosassoni con l’alternanza bipolare, si è rivelato poco confacente per la mentalità italiana. Presuppone una condivisione convinta di certi principi generali - come la separazione dei poteri, l’uguaglianza tra le persone, il riconoscimento dei diritti fondamentali - che in Italia scarseggia. Soprattutto comporta una omologazione delle posizioni politiche, che nasconde le peculiarità dei diversi partiti (rappresentanza delle diverse classi sociali, ecologismo, confessionalismo..). Il sistema bipolare ha favorito i personalismi, così che si è potuto arrivare a denunciare pubblicamente come tradimento la negazione della fiducia al “capo” eletto. Ancora peggiore, tra le degenerazioni personalistiche, è stata la possibilità di mettere il nome del capo nella lista elettorale. Così si è arrivati a invertire il rapporto democratico: non l’eletto che deve godere della fiducia degli elettori, ma questi ultimi che devono mostrarsi degni di fiducia da parte dell’eletto.

Riscoprire gli ideali. Ma le motivazioni più rilevanti per il rinnovamento dei partiti, attengono certamente alla sfera degli ideali e dei contenuti della politica. I grandi temi dell’umanità (pace, disastro ambientale e climatico, squilibri, consumismo, fame nel mondo..) meritano certamente un impegno ideale paragonabile a quello dei partigiani o dei primi sindacalisti. In un mondo globalizzato i problemi del nostro paese non possono prescindere da ciò che avviene altrove. Ma certamente anche i problemi nazionali meritano un forte impegno ideale, specie per superare le peculiari carenze sopra accennate, in particolare lo scarso senso critico, il culto della personalità, la cedevolezza verso pubblicità, demagogia, mafie.

*spunti dall’incontro col prof. Ferrajoli al 13° Corso di formazione alla politica dei circoli Dossetti il 14-1-2012, introduzione di Luca Caputo.

Fonte:http://www.dossetti.com/corso/corso%202012/20120114ferrajoli.html

Commenti

Post popolari in questo blog

Serata Mandic - Martedì 12 Dicembre ore 21.00

Gino del Boca nuovo segretario!