I Comuni virtuosi finiranno in ginocchio, chi spreca davvero non viene toccato

Attilio Fontana, Presidente di Anci Lombardia e Sindaco leghista di Varese: "Ai cittadini e alle forze economiche e sociali chiederemo a quali servizi sono disposti a rinunciare per le scelte di questa manovra economica". E se lo dice uno che è di Centrodestra...

L'ultima parola spetta ancora al Parlamento e dunque i giochi sono ancora aperti, ma la proposta di manovra (clicca sul testo evidenziato per leggere il testo definitivo della Finanziaria e le note di Anci) avanzata dal Ministro Tremonti rappresenta una vera e propria stangata per i Comuni. La manovra da 24 miliardi di euro pensata per mettere al sicuro l’Italia dagli speculatori internazionali, richiede enormi sacrifici ai Sindaci. Attilio Fontana, Presidente di Anci Lombardia, è stato tra i primi a protestare contro queste misure draconiane.
Che manovra è, Presidente?
Siamo sbalorditi e amareggiati per una manovra che mette in ginocchio i Comuni, col risultato di tagliare i servizi ai cittadini e gli investimenti al territorio. Ancora una volta vengono colpiti i Comuni, adesso sembra che ci impongano di risparmiare oltre tre miliardi di euro nel 2011 e altrettanti nel 2012: questo vorrebbe dire azzerare i servizi e gli investimenti.
Ma di sacrifici ne vengono richiesti un po’ a tutti.
Sì, però in misura sproporzionata. I Comuni hanno dimostrato e dimostreranno il loro senso di responsabilità. Ma qui la verità è che si taglia solo a quelli che hanno già tagliato. Non si toccano le flotte di auto blu, non si toccano bilanci di enti in rosso, non si toccano le migliaia di stipendi e consulenze elargite dai Ministeri, ma si tagliano soltanto i bilanci dei Comuni. Anzi: i bilanci dei Comuni virtuosi: non di quello di Roma, che anzi riceverà 300 milioni di euro in 15 anni, ma di quelli che hanno già dimostrato di non sprecare i loro soldi, ma di erogare servizi di qualità e assicurare investimenti veri sul territorio. Se sembra un sacrificio quello dei parlamentari che rinunciano al 5% del loro stipendio di 15-20mila euro al mese, faremo conoscere i servizi che saremo costretti a tagliare ai nostri cittadini anziani e disabili.
Voi Sindaci insistete col dire che non siete i veri spreconi?
Lo ripeto: il Comparto dei Comuni è l’unico in attivo di tutta la pubblica amministrazione, come ha recentemente attestato anche uno studio dell’agenzia di rating Standard&Poor’s, l’unico che dal 2004 ha contribuito all’abbattimento del debito pubblico per 5 miliardi di euro. Sugli altri sprechi, i veri sprechi dell’Italia, si fa poco o nulla. Un sindaco lavora praticamente ogni giorno della settimana per un’indennità di poche centinaia di euro (soprattutto nei piccoli comuni). I Consiglieri comunali ricevono un rimborso che va dai 18 ai 100 euro lordi, spesso non bastano neppure a pagarsi la benzina. Sono numeri che faremo conoscere ai nostri cittadini. Giudicheranno loro dove sono i veri i sprechi della politica.
Che cosa comporterà la manovra per i Comuni?
Negli anni scorsi abbiamo tagliato quello che si poteva tagliare senza ripercussioni eccessive sui cittadini. Quest’anno saremo costretti a tagliare servizi essenziali: parlo di asili nido, centri anziani, servizi di accompagnamento e assistenza ai disabili. Per non parlare degli investimenti sul territorio, che già si sono ridotti negli scorsi anni. Temiamo che i Comuni bloccati dal Patto ridurranno li contraggano di un ulteriore 30%. Niente male per un comparto che garantisce il 70% degli investimenti in Italia. C’è poi il rischio non trascurabile che ai tagli fatti direttamente ai Comuni si aggiungano, per via indiretta, quelli fatti alle Regioni, non meno pesanti. Non vorremmo che i governatori facessero ricadere sui trasferimenti ai sindaci (soprattutto per le spese sociali) i mancati arrivi da Roma. Il danno per i cittadini rischia di essere doppio. Oltre a questo, permangono molti dubbi sul federalismo demaniale. Per ora non è chiaro quanti immobili verranno dati a disposizione dei Comuni e in che modo li potremo valorizzare. L’unica cosa chiara è che a fronte di questa concessione abbiamo subito tagli insopportabili ai trasferimenti.
C’è qualche proposta alternativa che i Comuni avanzano allo Stato?
I Comuni si rendono conto del momento di grande difficoltà per l’Italia e sono disposti a fare la loro parte. Chiediamo però uniformità nella distribuzione dei tagli. Per quanto riguarda il patto di stabilità, Anci propone di raggiungere il pareggio di bilancio per tutti i Comuni: questo produrrebbe un saldo positivo per la finanza pubblica, nonché la possibilità di spendere le proprie risorse per i Comuni che si trovano in avanzo di bilancio. Oltre a ciò proponiamo di tagliare gli sprechi veri della politica: dimezziamo i parlamentari, superiamo il bicameralismo, riduciamo i costi dei consiglieri regionali (che guadagnano come i parlamentari) e degli assessori. Invece che i servizi dei comuni, tagliamo gli sprechi delle amministrazioni centrali, e vedrete che buona parte del buco verrà coperto.

Pd Merate

Commenti

  1. Ottima informazione... anche se poi diranno che la colpa e' dell' opposizione...

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