venerdì 28 maggio 2010

Pagano sempre gli stessi

Berlusconi: armiamoci e partite. Il Governo ha fallito nel suo compito. Bocciato senza appello.

Finalmente Silvio Berlusconi scende dal piedistallo. Presenta la manovra economica con Tremonti e per la prima volta in due anni di governo pronuncia la parola “sacrifici”. A dire il vero ostenta ottimismo mentre è “costretto” a leggere che saranno necessari sacrifici. Della serie armiamoci e partite, chiede al Paese di resistere in apnea senza ricordarsi che in questo periodo lui solo e una cricca di affaristi, sono stati gli unici ad arricchirsi mentre l'Italia scivolava. Una nuova conferenza stampa solo per difendere ciò che ormai è indifendibile: l'operato di un governo scollato dai veri problemi del Paese. Stesso ottimismo di facciata (tanto a lui nessuna crisi lo tocca) e smentite sull'aumento delle tasse. Con un abile gioco delle tre carte ribadisce che gli italiani non avranno nessun rincaro delle imposte voluto dal governo. Ma è facile scoprire il trucco: si fanno tagli inauditi sugli enti locali che, strozzati e senza risorse per erogare servizi, sono costretti ad aumentare le tasse. Tutto chiaro? Non è stato il governo ad aumentare le tasse, sono stati i Comuni, le Province e le Regioni. Molto meglio se amministrati dal centrosinistra che ama aumentare le tasse! Solo bugie e smentite, come quelle che riguardano la compattezza della maggioranza e gli scontri che ci sono stati nel governo e tra lui e Tremonti per il varo del provvedimento. Il premier presenta una manovra ha cui non ha avuto voce in capitolo, dove Tremonti ha lasciato a Berlusconi e ai colleghi ministri solo il diritto di dire “sì, va bene”. Ma tutto questo non basta a chiudere lo show. Berlusconi tende la mano al Pd e annuncia: “speriamo che ci sia una condivisione delle responsabilità. Siamo disposti, ove arrivassero proposte di miglioramento, ad accettarle”. Poche parole tanti errori. Il Pd sono due anni che parla di crisi e di mezzi strutturali per affrontarla e per ripartire. Le proposte di miglioramento ci sono e sono state presentate in Parlamento. Ma non sapendo quale sia il ruolo del Parlamento, né tanto meno dove sia in quanto negli ultimi 10 anni ci sarà andato meno di 10 volte, come pensa il premier di accettare proposte che evidenziano il suo fallimento politico? E poi arriva il lieto fine: la manovra finanziaria da 24 miliardi sarà molto meno invasiva di quella stanziata nel resto dell'Europa. Il governo italiano dimostra di essere più bravo. Ma anche in questo caso Berlusconi trascura un fondamentale elemento culturale e strutturale del sistema Italia e della sua credibilità. Prendiamo ad esempio la Francia o la Germania: in questi paesi i cittadini sanno che se la manovra sarà da 50 miliardi, a questi sacrifici corrisponderanno servizi e rimedi tangibili e controllabili. Se l'esecutivo sgarra anche solo di poco, ne è responsabile e ne pagherà le conseguenze. In Italia accade la stessa cosa? Le bugie e gli scandali di Berlusconi hanno minimamente intaccato la sua popolarità? E dei 24 miliardi di sacrifici, quanti italiani sono convinti che corrisponderanno miglioramenti nei servizi e nella qualità della vita invece di finire nelle mani della cricca? "Abbiamo vissuto ad di sopra delle possibilità” ha concluso la conferenza stampa. Chi? Quando? Se è il capo del governo a pronunciare queste parole significa, una volta per tutte, che questo governo ha fallito nel suo compito. Bocciato.

Pd Merate

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