venerdì 27 marzo 2015

Una “Scommessa” tutta Italiana


JOB Tutele Crescenti
Si è sentito in questi ultimi anni che in Italia il mercato del lavoro era “duale”; per meglio semplificare il concetto è che alcuni lavoratori avevano troppe tutele e che altri ne avevano troppo poche.
Si predicava che le aziende non assumevano solo per l’idea di doversi tenere per sempre “sulle spalle” il loro dipendente.
Scusa che fece lievitare i cosiddetti contratti precari e atipici.
La colpa di tutto ciò cadeva sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori del 1970.
Alla fine, il premier Matteo Renzi è riuscito nell’intento di eliminare questa regola.
Da adesso in poi si vedrà se aver eliminato il sostanziale divieto di licenziare spingerà davvero le imprese a utilizzare il nuovo “contratto a tutele crescenti” per assumere stabilmente personale con un contratto di lavoro dipendente (con tutto quel che ne consegue, dalla possibilità di accendere mutui in giù).
Dipendente che però può essere “terminato” pagando un’indennità economica pari a qualche mensilità di stipendio.
Dipendente coperto da un’indennità di disoccupazione (si chiamerà Naspi) che per 2 anni al massimo (poi 18) garantirà 500-750 euro netti al mese a chi ha perso il lavoro. 
Tutto si basa su questo principio: le imprese, grandi o piccole, tendenzialmente dovrebbero utilizzare il nuovo contratto “stabile ma interrompibile”.
"Che dovrebbe diventare il sistema principale, se non unico, per procacciarsi lavoratori.”
Per “rendere più scorrevole” il meccanismo, ci sono gli incentivi (notevoli) stabiliti dal governo per chi assume lavoratori dipendenti: niente contributi previdenziali per tre anni, entro un tetto di 8000 euro annui.  
Gli addetti ci dicono che c’è da attendersi  nei primi mesi di applicazione del nuovo strumento un discreto successo.
Successo ( come risulta dai primi timidi dati) anche perché sembra essere in atto, “si spera”, una piccola ripresa economica, e poi per l’inevitabile effetto di lancio.
Sono mesi che si parlava del nuovo contratto a tutele crescenti e degli sgravi, ed è evidente che tutti i datori di lavoro in questi mesi hanno aspettato ad assumere per poter sfruttare i vantaggi giuridici ed economici messi a disposizione.  
Ci vorrà dunque un po’ di tempo per capire se era vera la premessa di fondo, che cioè “togliere l’alibi dell’articolo 18” alle aziende permetterà di assumere liberamente e a cuor leggero, prosciugando il bacino dei contratti atipici e precari, e moltiplicando il numero degli occupati “stabili” (o quasi) nel nostro Paese.
Ritengo che il Governo ha fatto la sua parte con questa “scommessa”  così come gli imprenditori non potranno avere più alibi.
In caso contrario………. è una ipotesi che non mi sento di prendere in considerazione .
Ora speriamo che il Governo affronti la tematica e dia indicazioni sui contratti a progetto che sono legati alle Cooperative private le quali lavorano appunto con contratti a progetto

martedì 24 marzo 2015

DISONESTA’ INTELLETTUALE

E’ disonestà intellettuale riportare il contrario di quanto è stato affermato.
Pozzi ha usato la parola “ campanilismo” in un contesto diverso da quello illustrato da Casaletto e illustrato con parole offensive rivolte più alla persona che a colui che in quel momento non parlava a nome personale ma come rappresentate del 33% degli elettori meratesi.
Pozzi ha affermato la necessità di superare prese di posizione “campanilistiche” da parte di tutti e pertanto anche da parte del centrosinistra. Non si capisce pertanto la reazione di Casaletto come fosse un’accusa rivolta solo alla maggioranza che governa Merate e ai Comuni che sostengono la proposta di Merate.
Sei Merate:

A)    ha ribadito quanto scritto e affermato nel documento scritto da quasi un anno:
a.       una società interamente pubblica;
b.      che preveda controllo analogo;
c.       sia partecipata dai Comuni lecchesi con peso proporzionale al numero di abitanti;
d.      sia autonoma sotto il profilo economico, finanziario e patrimoniale;
e.      operi esclusivamente nell’ATO lecchese;
f.        privilegi la necessità di fare investimenti rispetto alla redistribuzione di eventuali utili;
g.       si impegni a mantenere calmierate le tariffe dell’acqua, a servizio dell’utenza
Per meglio comprendere lo stato la nostra posizione rifarsi al comunicato SEI MERATE  sul nostro blog con titolo  LE RAGIONI DELL'ASTENSIONE, AL DI LA' DELLE LOGICHE DI PARTITO O DI CAMPANI
Questo è quanto Pozzi ha espresso, non a titolo personale, ma a nome di SeiMerate e poichè il PD di Merate ne è una componente anche a nome del PD di Merate.
LA POSIZIONE DI SEIMERATE PER QUANTO ATTIENE TUTTI GLI ASPETTI COMPLESSI DEL SII DELLA PROVINCIA DI LECCO E’ MOLTO CHIARA E AUTONOMA ANCHE NEI CONFRONTI DI POSIZIONI DIVERSE NEL CENTROSINISTRA.
“Auspichiamo che a Merate il clima di dibattito politico e di contesto informativo possano mantenersi nell’ambito democratico e rispettoso: assicuriamo comunque ai cittadini che il nostro impegno non si farà influenzare da atteggiamenti acritici, talvolta quasi isterici, sovente offensivi a titolo gratuitamente personale , che nulla hanno a che vedere con la libera opinione. “

Direttivo Circolo PD Merate

N.B.
“ La macchina del fango complica il compito di decifrare, di capire. La gente si disorienta e cresce il senso di nausea.
Questo ci deve preoccupare molto perché con la nausea non si costituisce un Paese civile”( Dino Boffo ex direttore di “Avvenire”)

lunedì 23 marzo 2015

Progetto ristrutturazione sistema idrico Provincia di Lecco


LE RAGIONI DELL'ASTENSIONE, AL DI LA' DELLE LOGICHE DI PARTITO O DI CAMPANILE
 
Nel Consiglio comunale di venerdì è stata posta in votazione un delibera in
risposta alla Corte dei Conti con l'indicazione delle azioni assunte per
risolvere le difformità riscontrate rispetto all'affidamento del Servizio Idrico
La proposta presentata dal Comune di Merate è certamente frutto di un importante
lavoro di approfondimento (ne va dato atto) ed è molto chiara nei suoi passaggi
costitutivi. Sebbene permangano perplessità su alcuni passaggi (ad esempio
l'opportunità che sia Idrolario ad incorporare Idroservice e non viceversa)
pensiamo che tale proposta sia condivisibile sotto diversi aspetti. Ad esempio
condividiamo la necessità di portare a compimento lo scorporo di Idroservice dal
gruppo LRH, come previsto dalla Delibera provinciale 69/2013 che, non essendo
stata superata da altri provvedimenti, riteniamo essere tutt'ora in vigore.
Pur condividendo l'assetto generale della proposta, due sono le ragioni che
sottendono all'astensione. Ragioni che sono state discusse e valutate
all'interno dei Sei Merate, coinvolgendo i consiglieri, i candidati e le persone
che hanno dato vita alla Lista e senza nessun tipo di pressione dall'esterno, nè
da parte del PD provinciale, nè tantomeno da parte di Lario Reti, sulla cui
proposta abbiamo avanzato una serie di rilievi in Consiglio Comunale.
La prima difficoltà  fa riferimento all'effettiva sostenibilità economica e
finanziaria della proposta meratese.
La società che verrà scelta per la gestione del Servizio Idirco sarà chiamata ad
investimenti -in prevalenza connessi agli impianti di depurazione- per oltre
15Milioni di € all'anno. Il progetto societario sostenuto da Merate rischia di
essere debole sotto questo aspetto: se è vero che dalla fusione di IDROLARIO e
IDROSERVICE i debiti e i crediti delle due società si compensano, è altrettanto
vero che IDROSERVICE presenta un debito di circa 8M € nei confronti della
società madre LARIO RETI HOLDING. Qualora quest'ultima dovesse esigere tale
credito, la neo-nata società si troverebbe sin dalla sua fondazione in
condizione di impossibilità ad operare.
Per verificare l'effettiva sostenibilità economica e finanziaria del progetto
meratese sarebbe stato opportuno che tale proposta fosse stata accompagnata
dall'asseverazione di un istituto di credito che ne garantisse la sostenibilità,
come previsto dalla legge di stabilità 190/2014. In mancanza di tale
asseverazione permangono i dubbi sulla effettiva capacità finanziaria del nuovo
soggetto societario, così come restano i timori per un possibile aumento delle
tariffe.
La seconda criticità fa riferimento alle modalità con le quali la proposta
meratese è stata veicolata in queste settimane, modalità che poco hanno a che
fare con la condivisione e la ricerca del consenso.
Per la realizzazione di un piano tanto articolato (che implica il riassetto di
ben 3 società pubbliche) è infatti necessaria un'ampia condivisione da parte dei
Sindaci. Ad oggi, la proposta meratese è invece sostenuta da solo 3 Comuni
(Cernusco L., Ello, Oggiono) oltre Merate.  Su questo versante ci sarebbe parso
opportuno un preventivo passaggio in Assemblea di IDROLARIO, per cercare il
consenso attorno al progetto di riordino, che vede proprio in questa società
l'asse portante.
Invece, non solo l'Assemblea della Società non è stata coinvolta, ma nella
convocazione dello scorso martedì, quest'ultima ha deciso a maggioranza di
approvare un piano di rientro del debito nei confronti di IDROSERVICE,
vincolando le proprie entrate per il prossimo quinquiennio. Nella proposta di
Merate viene dunque ipotizzato un ruolo per una società, IDROLARIO, che ha già
fatto delle scelte diverse per il proprio futuro.
Riteniamo che la scelta del soggetto che sarà chiamato a gestire il S.I.I. possa
essere fatta in due modi diversi: o sedendosi ad un tavolo con gli altri Comuni
e insieme cercare una soluzione che vada al di là degli steccati politici,
oppure rivendicando la propria proposta sapendo però che non arriverà mai al
traguardo. Ci duole osservare come l'Amministrazione di Merate abbia inteso
percorrere questa seconda strada, rinunciando alla normale prassi di condividere
le scelte con gli altri Comuni, cercando una soluzione di compromesso.
Lista civica SEI MERATE