martedì 10 marzo 2015

Contributo di un cittadino

Buon giorno!
All’indomani dell’intervista di Matteo Renzi all’Espresso, che condivido integralmente, in tema di “riforma del Partito” desidero offrire questa breve riflessione-proposta.
Il PD, al quale mi sento sempre più legato, è in un’evidente, delicata e al tempo stesso promettente, fase di transizione.
Mi sono iscritto nel 2014 e in questi mesi ho frequentato il Partito a livello locale, provinciale e regionale.
Vi ho (troppo) spesso trovato sentimenti di frustrazione, insoddisfazione, smarrimento e disorientamento, ma anche grandi potenzialità inespresse.
Come ha detto Roberto Speranza, “l’unità del PD è centrale: siamo l’unica forza credibile che può guidare l’Italia”.
Tuttavia l’unità, se è la priorità, si sta rivelando incompatibile non solo con le correnti, ma anche con le maggioranze e le minoranze organizzate.
Il Sistema di Orchestre professionali e amatoriali che è stato creato in Venezuela quarant’anni fa da Antonio Abreu e da Claudio Abbado, e che coinvolge oltre 350.000 giovani e meno giovani musicisti, non ha né correnti né maggioranze né minoranze organizzate.
Proprio perciò, forse, è in continuo sviluppo e molti Paesi, tra cui l’Italia, stanno cercando di imitarlo.
Quel Sistema mi sembra un modello organizzativo bello e attraente, ma soprattutto vincente, per il PD che possiamo e dobbiamo costruire nel prossimo futuro.
Tutte le differenze (di storie, culture, sensibilità, conoscenze e competenze individuali) sono indispensabili e sono assolutamente preziose, ma solo in quanto concorrono alla realizzazione di una visione condivisa da tutti coloro che volontariamente aderiscono a quel progetto: una visione che deve essere motivante, appassionante ed entusiasmante per ognuno e per tutti.
Abbiamo bisogno di un Partito “in forma” (appropriato slogan del PD lombardo), che per essere tale deve poter contare su persone sempre meno orientate a litigare e sempre più impegnate a studiare, formarsi, esercitarsi e allenarsi: proprio come fanno, insieme e da soli, i musicisti di un’Orchestra sinfonica, le loro Prime Parti e i loro Direttori.
Il frequente, programmato e capillare coinvolgimento diretto (porta a porta) e indiretto (attraverso le tecnologie) dei cittadini-elettori (come è accaduto con la recente consultazione referendaria in Lombardia, come sta accadendo in Veneto, con Alessandra Moretti, e come sta per accadere a Lecco, con la sperimentazione del metodo Moffo per la campagna elettorale di Virginio Brivio) sono la vera carta vincente per il prossimo futuro.
Un Partito che non solo si concepisce e si percepisce, ma si comporta e soprattutto si auto-disciplina come un Sistema Orchestrale, organizzato a livello nazionale e locale, potrà davvero continuare a “vincere insieme”, evitando che il risultato elettorale del 25 maggio 2014 rimanga un’esperienza eccezionale e irripetibile.
Un caro saluto
Luciano

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