giovedì 15 maggio 2014

Lettera di Alessia Mosca capolista PD Italia Nord-Ovest

Care amiche e cari amici,

come avvenne nel dopoguerra per i nostri padri, queste elezioni europee decideranno il futuro del Paese. Anche se non viene detto con abbastanza forza, il 25 maggio sceglieremo tra la possibile rinascita dalla grande crisi di questi anni e le macerie permanenti della nostra democrazia.

Per l'Italia, Europa non significa solo la risorsa economica dei fondi europei per lo sviluppo dei territori, ma anche un binario di regole, trasparenza e legalità per diventare un Paese normale che compete alla pari degli altri su un mercato internazionale.

Scegliere di mandare in Europa i rappresentanti del Partito Democratico significa anche difendere e allargare i diritti a livello europeo, per uniformare verso l'alto l'intera società, ampliando il concetto di cittadinanza e contribuendo allo sviluppo generale.

Scrivendo il nome dei candidati più competenti e radicati nel nostro territorio che ha così bisogno di Europa contribuirai a lanciare un ponte e un trampolino verso il domani.
Da parte mia, così come ho fatto nella mia attività di parlamentare italiana, come capolista della circoscrizione Nordovest voglio ora unire le forze con gli altri parlamentari Europei per ottenere risultati concreti e applicabili da subito.

In questa campagna ho ritrovato un' Italia che preferisce ragionare anziché urlare, che non vuole sfasciare tutto ma prova a cambiare,  che ha ancora una speranza e vuole tornare a progettare il proprio futuro.
Qualcuno dice che questa Italia non esiste più. Ma io ho avuto la conferma che non è così. E sono certa che insieme contribuiremo a salvare il sogno di un'Europa a misura di cittadino e dell'Italia.

Clicca su questo link per accedere al breve video "Scegli di scegliere"!

Un caro saluto,

Alessia Mosca
Capolista alle elezioni europee nel collegio Nordovest (Lombardia Piemonte Liguria Val d'Aosta)

mercoledì 14 maggio 2014

15 Maggio, ore 21:00 - Sei Merate incontra gli abitanti di Merate Centro


Una lettera di Silvia sulla piscina.

Cari Meratesi, 
l’ormai consueta lettera domenicale dalle pagine del blog di Sei Merate mi consente di fare il punto su alcuni temi emersi in queste settimane di campagna elettorale.
Così oggi ho scelto di parlarvi di piscina, soprattuto dopo aver visto lo speciale che Report, il programma di Milena Gabanelli, ha dedicato all’ argomento nella puntata di lunedì scorso. Il link per rivedere la parte più interessante lo trovate qui .
Vi devo confessare che un brivido l’ho provato quando ho visto gli scheletri abbandonati di tre megaprogetti di piscine nel raggio di dieci chilometri in Veneto. E soprattutto quando ho sentito le parole di Marco Tornatore, presidente di Acquanetwork, l’associazione che raggruppa operatori del”mondo piscina”: aziende produttrici, società di gestione, consulenti progettisti, associazioni ed enti. E fra gli aderenti ad Acquanetwork, tra le tante società esercenti piscine in Italia, figura anche la GestiSport che gestisce la piscina di Merate: quindi la fonte è del tutto credibile, per i diretti proponenti in primis!
Tornatore nell’ intervista si esprime così : “ Consideriamo che 3 milioni dovrebbe essere la cifra massima da spendere per un impianto pubblico… Oggi si arriva in maniera disinvolta a 8-10 milioni… Non si rientra di un investimento del genere… E il Comune garantisce con fideiussione”.
Ora, come dicevo anche nell’intervista rilasciata alla Provincia la scorsa settimana, l’ampliamento e la messa a norma dell’ impianto comunale sono una questione importante e urgente, ma sicuramente il modo migliore per affrontarlo non è quello previsto dall’attuale maggioranza.
Per esempio, spendere 1,8 milioni per la costruzione di un’area fitness-wellness con tanto di “docce emozionali” non mi pare rientri fra le esigenze primarie di una struttura pubblica.
Quanto all’utenza, sicuramente molto alta e con squadre di buon livello agonistico, va tenuto conto che non si tratta soltanto di cittadini meratesi e l’ampliamento andrebbe quindi valutato seguendo un’ ottica territoriale più ampia.
Dal momento che non pretendiamo di avere la dote dell’onniscienza, nel caso doveste affidarci il compito di amministrare Merate per i prossimi cinque anni il nostro primo passo potrebbe essere quello di valutare il progetto insieme ad esperti, che potrebbero anche essere proprio quelli dell’associazione Acquanetwork. Di cui fra l’altro fa parte, come dicevo, anche GestiSport, l’attuale gestore dell’impianto di Merate, che invitiamo fin da ora a partecipare all’incontro e anzi, se vorrà, addirittura a promuoverlo in un’ottica di collaborazione alla ricerca di una soluzione che possa andare bene a tutti, soprattutto ai cittadini.
Comunque avremo modo di parlarne più diffusamente durante gli incontri della prossima settimana: il primo domani sera al liceo Agnesi, il secondo venerdì all’Auditorium del Municipio..
Grazie ai promotori dei due incontri, a tutti coloro che vorranno partecipare e a voi che state dimostrando tanto interesse per il progetto di Sei Merate. Perché Merate sei tu.
Buona domenica, e buona festa della mamma.

Silvia Villa
candidata Sindaco
Lista Civica Sei Merate


martedì 13 maggio 2014

Passoni: Le controriforme avanzate dal Governo

Accolgo l'invito del blog Pd di Merate per ritornare sulle controriforme avanzate dal Governo riguardanti Senato, Elezioni (Italicum), Province.
Mi vedo costretto a ritornare su detti  temi, perché gli interventi succeduti al mio, sul blog, non sono entrati nel merito delle questioni.
Il presupposto da cui parto, nella critica, è quello di vedere privilegiare la governabilità o presunta tale, rispetto alla rappresentanza e, quindi alla democrazia (potere del popolo). Questo aspetto distorsivo attraversa la legge sulle province ed i D.d.L. sul Senato e sulle elezioni politiche.
Riguardo al metodo, il Disegno di Legge del Governo sul Senato ha prevaricato quanto già predisposto dall'apposita Commissione designata dal Governo Letta in ordine alle riforme costituzionali: si tratta del solito andazzo all' italiana di lasciare le cose a metà: cambia il governo e si cancella il pregresso. Inoltre non si capisce perché le riforme costituzionali debbano partire dal Governo, organo esecutivo, che dovrebbe applicare le leggi e non dal Parlamento che le deve fare; non solo, ma il Presidente del Consiglio, cui qualcuno dovrebbe ricordare che non è Premier, ma Presidente di un organo collegiale, parla sempre in prima persona. Egli ordina al Parlamento di fare i passaggi di approvazione entro la tal data: prima entro le prossime elezioni, poi entro il 10 giugno (data, peraltro, infausta) promettendo, da marinaio, dimissioni in caso contrario.
- Non mi dilungo sul merito della controriforma del Senato, perché ne ho già scritto nel precedente articolo sul blog: si tratta di un pateracchio che stravolge il principio della sovranità popolare eliminando l' elezione diretta dei Senatori. Ribadisco che il D.d.L. 
Chiti-Casson  salvaguarda tale principio e prevede la diminuzione dei parlamentari sia della Camera che del Senato. Qui, come per le Province, si prevedono assurdi doppi incarichi ed abnormi nomine presidenziali; il Presidente del Consiglio, poi, bolla per lesa maestà sia il mite Chiti che il Presidente del Senato che ha rivendicato l'autonomia di detto ramo parlamentare. Nel merito, sarebbero componenti del nuovo Senato i Presidenti delle Regioni, alcuni Consiglieri Regionali, tre Sindaci per Regione e 21 personaggi designati dal Presidente della Repubblica; poiché nel D.d.L. governativo non vengono previste incompatibilità potrebbe verificarsi il caso che, ad esempio, possa essere nominato senatore il sindaco di Monza che, nel frattempo è stato nominato Presidente della rispettiva Provincia: ben tre incarichi! Ma chi è: 
Mandrake? Già con due incarichi come e quando saranno indette le riunioni dell' Assemblea senatoriale e le Commissioni? La domenica pomeriggio invece di andare allo stadio?
- La controriforma elettorale è quanto di peggio si potrebbe inventare e supera in antidemocraticità il Porcellum; il principio di rappresentanza viene stravolto, niente preferenze, assurde soglie (addirittura tre: 4,
8 e 12), un cervellotico premio di maggioranza che scatta al raggiungimento del 37 % da parte di una coalizione facendole raggiungere il 52% dei deputati. Ora l'iter è fermo e l'Italicum (denominazione infelice, richiamante il treno Italicus, oggetto di attentato) è su un binario morto; questa controriforma è stata elaborata ad uso dei due partiti supposti maggioritari, cioè PD e F.I., ma il M5S potrebbe scardinare tale impostazione. Veniva ricercato, giustamente, trattandosi delle regole del gioco democratico, il massimo consenso parlamentare, ma si sta delineando una maggioranza risicata che porterà al referendum confermativo, come previsto, per fortuna, dall'articolo 138 della Costituzione.
- La controriforma delle Province è nata dal marasma in cui giace la nostra classe politica di nominati: prima si vogliono eliminare con i dovuti passaggi costituzionali, poi, per evitare tali "lungaggini", si vogliono accorpare (es.: Lecco + Sondrio + Como + Monza), poi si mantengono eliminando le cariche elettive (altro colpo alla rappresentanza), cioè i Consiglieri provinciali, risparmio che la CGIA di Mestre quantifica in decine di milioni annui (esborso marginale). Non solo, ma si creano le Città Metropolitane ed allora uno pensa a due: 
Roma e Milano; no, se ne prevedono 10.
Mi preoccupa, infine, la posizione ambigua del Presidente del Consiglio riguardo alla trasformazione in Repubblica presidenziale dell'attuale forma parlamentare.
La Destra aveva tentato di cambiare la Costituzione in un'osteria di Lorenzago in Cadore (tentativo sventato dal Referendum confermativo); il trio Berlusconi, Renzi e Verdini tenta di cambiarla  in Largo del Nazareno, ahimè sede del PD.
Conclusione: non mi resta che piangere!

Ernesto Passoni

Sei Merate incontra gli abitanti di Brugarolo

Sei Merate incontra gli abitanti di Brugarolo

Martedì 13 maggio 2014 

Ore 21:00