venerdì 9 maggio 2014

Una Costituzione riscritta dai bidelli

Riportiamo l'articolo fortemente critico di Travaglio sull'Italicum. Pur non essendo, su tanti punti, per nulla d'accordo con Travaglio, con il suo modo di fare politica con critiche urlate e senza proposte concrete, mette anche in luce alcuni aspetti problematici della legge elettorale proposta, sul quale invitiamo tutti al dibattito.

La Redazione del Blog


Appena uno si azzarda a mettere in dubbio la bontà della riforma elettorale “Italicum” o di quella del Senato, il premier e la sua vestale Maria Elena Boschi arrotano le boccucce a cul di gallina: «Il patto del Nazareno non si tocca». Trattasi dell’accordo siglato da Renzi e Berlusconi (attualmente detenuto ai servizi sociali) il 18 gennaio nella sede del Pd. Che, complice la toponomastica, evoca un che di sacrale: roba da tavole della legge, da arca dell’alleanza. Chiunque osi discostarsene - il presidente del senato Piero Grasso, o i giuristi di Libertà e Giustizia, o il mite Vannino Chiti trattato ormai come un brigatista rosso - viene subito bollato di “rosicone”, “gufo”, “professorone”, “solone milionario”, “conservatore” e nemico del “cambiamento”. Il fatto è che questo patto Ribbentrop-Molotov all’amatriciana tutti lo evocano, ma nessuno - a parte i due firmatari, più Boschi e Verdini - lo conosce. Renzi ha appena annunciato la “total disclosure” sulle stragi di 40-50 anni fa, cioè la revoca del segreto di Stato, che però copre al massimo fatti di 30 anni fa, escluse le stragi, dunque non esiste. Ma forse farebbe cosa più utile a desegretare il Patto del Nazareno, così finalmente sapremmo cosa c’è scritto e potremmo regolarci.

L'Italicum è notoriamente una boiata pazzesca che riproduce e talora peggiora i vizi delPorcellum, già bocciati dalla Consulta: liste bloccate con deputati nominati dai segretari di partito e premio di maggioranza-monstre per chi arriva primo, con spaventose soglie di sbarramento per escludere chi non s’intruppa. Però almeno si comprende la logica brutalmente partitocratica e semplificatoria dei due partiti - Pd e Forza Italia - che l’hanno partorito. La riforma del Senato, invece, è una porcata di cui sfugge pure la logica. E siccome persino Forza Italia se n’è resa conto, ed è sempre più tentata di appoggiare il testo di Chiti (che piace anche ai 5Stelle), è giocoforza chiederne conto agli unici genitori rimasti: Renzi e la Boschi.

Diamo pure per scontato ciò che non lo è affatto, e cioè che il nuovo “Senato delle autonomie” non sia più elettivo, non voti più la fiducia al governo e non possa esprimere che pareri consultivi sulle leggi votate dalla Camera (a parte quelle costituzionali). E cerchiamo di dare un senso alla sua nuova composizione: cioè alle modalità di accesso dei 148 senatori. I primi 21 li nomina il capo dello Stato (in aggiunta ai 5 senatori a vita): ma che senso ha che il 15 per cento dei membri del Senato li nomini una sola persona? Altri 21 saranno i governatori delle 19 regioni e i 2 presidenti delle province autonome di Trento e Bolzano. Altri 21 saranno i sindaci dei capoluoghi di regione e di provincia autonoma. Altri 40 verranno scelti fra i consiglieri regionali: 2 per regione. E altrettanti fra i sindaci: 2 per regione.

Ma perché mai tutta questa brava gente - in parte non eletta, in parte eletta per fare tutt’altro - dovrebbe approvare le leggi costituzionali ed eleggere il capo dello Stato, i membri del Csm e della Consulta? E, se tutti questi signori dovranno trascorrere metà della settimana a Roma, non rischiano di essere dei senatori e degli amministratori locali a mezzo servizio, svolgendo male l’un compito e l’altro? Siccome poi pochissimi saranno residenti a Roma e tutti gli altri in trasferta, andranno rimborsati per i viaggi e i pernottamenti nella Capitale, riducendo i già magri risparmi (50-80 milioni all’anno) ricavati dall’abolizione del Senato elettivo e retribuito. La Valle d’Aosta, poi, avrà tanti senatori quanti la Lombardia, che ha 80 volte i suoi abitanti, e così il Molise con la Campania, 20 volte più popolosa. Anche questa scemenza è scritta col sangue nel Patto del Nazareno, o se ne può discutere?

Infine, last but not least, il Senato dura cinque anni, ma nelle regioni e nei comuni si vota in ordine sparso, sicché ogni anno qualche governatore e sindaco perde il posto. E Palazzo Madama diventa un albergo a ore con le porte girevoli, dove si entra e si esce. E le maggioranze sono affidate al caso. O al caos.
Cose che càpitano quando, a furia di disprezzare i professori, la Costituzione la riscrivono i bidelli.




La gioia di essere in EUROPA

video

Modifica sede evento del 14 Maggio 2014

Si comunica che l'evento EUROPA CHE SERVE si terrà all'Auditorium di Merate alle ore 21.00



Evento del 14 Maggio 2014

 
COMUNICATO STAMPA
Elezioni Parlamento Europeo
2014 Anno Europeo della conciliazione tra Famiglia e Lavoro
Il giorno 14 Maggio alle ore 21,00 presso l’Auditorium del Comune di Merate si terrà l’evento “L’ EUROPA CHE SERVE” che richiama il voto del 25 Maggio per le elezioni del Parlamento europeo.
Lo svolgimento della serata avrà il seguente programma:
- Introduzione al tema del segretario del Circolo PD di Merate dott. ing. Domenico Cavana e del dott. Eugenio Carnazza ,del Forum Europa organizzato dalla Federazione PD di Lecco, a seguire l’intervento della eurodeputata l’on. Patrizia Toia che si ricandida al parlamento europeo .
Nata a Pogliano Milanese ( Milano) Laureata in Scienze politiche degli studi all’Università degli Studi di Milano. L ‘attività politica è iniziata nella sua regione la Lombardia dove ha ricoperto l’incarico di consigliera regionale ed Assessore al Coordinamento per i Servizi Sociali, alla Sanità e al Bilancio.
Ha ricoperto diversi incarichi istituzionali :
  • Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri con delega per i Diritti Umani, per i Rapporti con le nazioni Unite, per la Relazione colturali all’estero, per America Latina, Asia e Oceania, per l’immigrazione e gli italiani all’estero.
  • Ministro per le Politiche Comunitarie
  • Ministro per i Rapporti con il Parlamento
Dal 2004 è parlamentare europea prima nelle liste dell’Ulivo e dal 2009 è riconfermata parlamentare europea eletta nelle liste del Partito Democratico e facente parte del Gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici al Parlamento europeo (S&D). Vicepresidente della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia. Componente della Delegazione all’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE; membro sostituto della Commissione per lo sviluppo e la Delegazione per le relazioni con il Mercosur.
Nel corso della serata verranno proiettate alcune slides relative ad una indagine “sull’Europa che Vogliamo” realizzata in 50 città delle Lombardia su un campione di 1.700 persone intervistate .
A conclusione dell’evento un saluto gioioso in musica organizzato dai Giovani Democratici del circondario meratese .
Comunicazione circolo PD di Merate
07-05-2014 

Presentazione Lista Civica Sei Merate a NOVATE - 9/5/2014

Venerdì 9 Maggio, ore 21:00,  #SilviaVillaSindaco e i candidati di Sei Merate incontrano gli abitanti di Novate per parlare, fra molti altri argomenti, anche di rotonde...  Siete tutti invitati #meratelectionhttp://tinyurl.com/le6s7g6

Gli incontri di Sei Merate con gli abitanti della città, frazione per frazione, proseguono domani sera 9 maggio alle ore 21 nella palestra dell’ Ex scuola Elementare, in Piazza Vittorio Veneto. La candidata sindaco, dottoressa Silvia Villa, e i candidati consiglieri si presenteranno, illustreranno il programma e – soprattutto – ascolteranno i cittadini di Novate che vorranno evidenziare alcuni temi specifici: sia alcune problematiche che fossero sentite come particolarmente rilevanti, sia degli spunti propositivi di lavoro per la nuova giunta. Fra gli stimoli di discussione che abbiamo già raccolto e che proporremo ci sarà il collegamento con la stazione ferroviaria, nell’ambito della razionalizzazione del trasporto pubblico,  che non solo fa parte  del nostro programma, ma che è una delle priorità che ci siamo dati come obiettivo. Parleremo anche della possibilità di sostituire il semaforo all’incrocio di via Cerri con via De Gasperi  con una rotonda, e delle piste ciclopedonali realizzabili in via Campi, via De Gaspri e via Cerri, oltre che del possibile “spazio pedonale” sulla via per Barbiano. Saranno oggetto di discussione anche i rapporti e i collegamenti con l’oratorio e il parco giochi, la manutenzione stradale e la questione del traffico all’interno del centro storico. Come già successo negli altri incontri, saranno ovviamente i cittadini stessi a stabilire l’agenda della serata e le priorità, soprattutto relativamente a questioni aperte e non ancora risolte dall’amministrazione comunale. Ci aspettiamo ospiti numerosi e appassionati come negli altri incontri. Perché Merate sei tu.

martedì 6 maggio 2014

Da un Professore a Presidente

Riportiamo una lettera di G. Pasquino, dall'Unità, critica nei confronti dell'operato del Governo Renzi, in tema di legge elettorale, augurandoci che sia da stimolo per il confronto tra le diverse posizioni presenti nel nostro Partito e nella nostra area politica.

PD Merate


Caro Presidente,

Capisco il tuo riserbo in materia di proposte di riforme istituzionali. In verità è un riserbo che non hai sempre mantenuto. Per esempio, anche dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha fatto a pezzettini il Porcellum, hai subito richiesto una riforma elettorale. Molti, invece, non a torto, pensano che l’esito di quella sentenza sia una legge elettorale proporzionale, il consultellum, quasi immediatamente praticabile. Sembra che tu desideri altro, ma, ecco una parte del tuo riserbo, non l’hai fatto trapelare. Vuol dire, dunque, che condividi le liste ancora bloccate, il bislacco premio di maggioranza e tutte le cervellotiche soglie di accesso al Parlamento? Per quel che concerne la riforma del Senato, hai dichiarato il tuo sostegno alla fine del bicameralismo paritario, ma, si sa, meglio, si dovrebbe sapere, che di bicameralismi differenziati ne esistono molte varianti. Possibile che quella prospettata da Renzi e Boschi sia la migliore? Qui stanno molti punti dolenti che, in parte, ti riguardano direttamente, in parte, riguardano l’istituzione Presidenza della Repubblica, il suo ruolo, i suoi compiti.
Davvero pensi, una volta terminato il tuo secondo mandato, quando lo vorrai, ma, preferibilmente per me, il più tardi possibile, sia opportuno e istituzionalmente utile per te (e per i futuri presidenti della Repubblica) diventare deputato a vita? Che senso ha? Davvero ritieni una buona soluzione che tu e i futuri Presidenti siate dotati del potere di nominare ventuno senatori per sette anni? Che senso ha? Facendo un passo indietro, certamente sei consapevole che, una volta privato il Senato del potere di eleggere il Presidente, toccherà alla sola Camera dei deputati procedere a questa importantissima elezione. Se il cosiddetto/maldetto Italicum sarà approvato nella sua versione attuale, nella prossima Camera dei deputati ci sarà una maggioranza assoluta creata dal premio di maggioranza che potrà fare il bello e il cattivo tempo, pardon, che potrà da sola eleggere un Presidente il quale molto difficilmente apparirà Presidente di garanzia, in grado di rappresentare, come vuole la Costituzione, l’unità nazionale.
Per di più, quel Presidente di parte avrà molti poteri di nomina che, è fortemente presumibile, eserciterà non contro la maggioranza che lo ha eletto e neppure a prescindere da quella maggioranza (sono sicuro che hai apprezzato il mio understatement). Quindi, non soltanto quei ventuno senatori avranno un colore molto preciso, ma anche, punto molto dolente, i cinque giudici costituzionali di spettanza del Presidente non arriveranno al Palazzo della Consulta con tutti i crismi della loro autonomia di pensiero e di giudizio. Insomma, fra deputati nominati dai dirigenti del loro partito e delle loro correnti, quindi, ubbidientissimi, senatori nominati da te, forse in carriera, di sicuro tecnicamente irresponsabili (non dovranno rispondere a nessuno né politicamente né elettoralmente tranne alla loro personale ambizione), con giudici costituzionali probabilmente espressione di una parte politica, dove vanno a finire i pesi e i contrappesi che, tu ci insegni, sono il pregio delle democrazie, non soltanto di quelle parlamentari?

Con riferimento alla tua storia istituzionale e ai tuoi comportamenti politici, parlamentari e presidenziali sono fiducioso che tu condivida le mie preoccupazioni. Non sono un “professorone” (copyright ministro Boschi), anche se continuo day by day a impegnarmi per diventarlo. Non sono neppure un “Solone del diritto” (copyright Dario Nardella, candidato sindaco di Firenze). Quindi, ho pochissime chance di essere ascoltato e preso in seria considerazione. Tu, caro Presidente, hai molte lauree ad honorem (professorone anche tu?), ma è la tua autorevolezza personale che va anche oltre la carica istituzionale che ti consentirà, se ritieni degne di interesse almeno parte delle mie riflessioni, di essere ascoltato e, quel che più conta, di sovrintendere a riforme che non siano uno spezzatino e che siano suscettibili, non di stravolgere i pesi e i contrappesi, togliendo potere agli elettori, ma di fare funzionare meglio (più velocemente) la democrazia italiana.

Gianfranco Pasquino