venerdì 21 marzo 2014

Replica di Ernesto Passoni all' On. Veronica Tentori


Pubblichiamo la replica del nostro iscritto, e membro del coordinamento di circolo, Ernesto Passoni, alla lettera dell'On. Veronica Tentori.
La lettera originale dell' On. Tentori è disponibile al link: 


Gentile Deputata,


ti ringrazio per la possibilità che mi dai per esprimere il mio pensiero sulla legge Berlusconi, Renzi, Verdini.
Ripercorrendone la genesi, l'approccio è stato personalistico da parte dei tre sopra citati per, poi, demandare al Parlamento il compitino di finalizzare il pasticcio. Una legge elettorale dovrebbe contemperare in opportuno equilibrio due principi: quello della rappresentanza in Parlamento e quello della governabilità; nel caso specifico il secondo è soverchiante rispetto al primo determinando una possibile incostituzionalità secondo quanto stabilito dalla Corte Costituzionalità con la sentenza 1 del 2014. 
Nel merito la legge approvata dalla Camera è un ircocervo con un sistema proporzionale di base con troppe soglie di accesso (4,5-8-12) altissime e penalizzanti per i piccoli e nuovi partiti e loro coalizioni (milioni di cittadini non avranno rappresentanza parlamentare).
Il premio di maggioranza, senza il doppio turno, scatta al 37 %, percentuale che discende dal contingente risultato dei sondaggi sulle due coalizioni; infatti perché no il 35, piuttosto che il 40%. Il  premio di maggioranza è del 16%: peggio della legge truffa del 1953!
Le liste sono bloccate e non si possono esprimere preferenze dando un enorme potere alle oligarchie partitiche; nessuna parità di genere!
C'è la possibilità di candidature in 8 circoscrizioni, cosa assurda in sè e causante incertezza nella nomina dei subentranti.
Nessuna soluzione al problema del conflitto di interessi con l'introduzione degli opportuni vincoli. 
Insomma, peggio di così la Camera non poteva legiferare.
Ritengo che le liste bloccate e l'abnorme premio di maggioranza sfiorino l'incostituzionalità della legge.
Non capisco perché, come Gruppo PD, non avete appoggiato, a suo tempo, la mozione Roberto Giachetti che riproponeva la legge Mattarella, sicuramente  migliore sia della Calderoli che di questa.
Giusto rifarsi al principio di maggioranza secondo il quali in Parlamento il Gruppo vota uniformemente, ma ciò andava applicato anche in sede di elezione del Presidente della Repubblica (vedi i casi Marini e Prodi).
Anche il dire che si è cercato di coinvolgere la maggioranza delle forze parlamentari è stato smentito, perché la legge è stata approvata, alla Camera, con una maggioranza assoluta esigua (365 su 630); per fortuna c'è ancora il Senato!   
Purtroppo il PD ha scelto politiche deleterie sia su questa riforma che su quelle costituzionali.
Cordiali saluti,




Ernesto Passoni 
Membro del Coordinamento di Circolo 
Circolo PD di Merate

giovedì 20 marzo 2014

On. Tentori: Legge elettorale e #lasvoltabuona

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE

Dopo giorni molto impegnativi e non facili provo a riordinare le idee e chiarire alcune cose su questa legge elettorale, approvata in prima lettura alla Camera. Con questa votazione si vuole dare di fatto il via a quelle riforme di cui sentiamo parlare da molti anni. Per questo motivo e per lealtà il mio voto è stato favorevole: per non fermare sul nascere questo percorso che il mio partito ha deciso di percorrere. Avevo accolto con favore l'accelerazione da subito messa in campo da Matteo Renzi sull'approvazione di una nuova legge elettorale che ho sempre ritenuto prioritaria, ma purtroppo non sono altrettanto soddisfatta di quello che ora stiamo approvando. E' evidente che si tratta di una legge elettorale che, a causa dell'accordo di compromesso di cui è figlia, presenta dei punti critici. Inoltre non dirime nell'immediato il nodo della governabilità, che si potrà sciogliere solo con l'abolizione del Senato visto che questa legge non prevede la sua elezione. Non ho mancato, con altri colleghi, di esprimere preoccupazioni e di stimolare il PD ad imporsi su alcuni punti per apportare un miglioramento, senza voler drammatizzare un dissenso in aula dal sapore di boicottaggio. Con questo spirito ho deciso con voto palese di non seguire le indicazioni di voto del gruppo su alcuni emendamenti che avevo sottoscritto come le primarie o gli emendamenti sul voto degli studenti italiani all'estero, di non partecipare al voto sugli emendamenti sul conflitto d’interessi, oltre a sostenere tutti gli emendamenti che si riferivano alla parità di genere e alla norma antidiscriminatoria. Faccio parte di un partito e di un Gruppo parlamentare, quello del PD, e il PD sulla legge elettorale ha scelto un percorso che per lealtà rispetto, anche se non condivido totalmente e sul quale ho già avuto modo di esprimere le mie preoccupazioni. Spero di essere smentita dai fatti. Aggiungo infine che, per questo come per altri temi che stiamo affrontando, mi piacerebbe che il nostro Partito coinvolgesse maggiormente circoli, iscritti ed elettori in una discussione che permetta loro di partecipare ed incidere su scelte così importanti per il futuro del nostro Paese.

Materiali:

Testo approvato dalla Camera dei Deputati il 12 marzo 2014 (in allegato)


LASVOLTABUONA

Lasvoltabuona, il progetto presentato da Matteo Renzi, è interessante, soprattutto perché ci permette finalmente di affrontare temi importanti. Gli interventi che il governo intende mettere in campo toccano contemporaneamente più fronti: riforme e taglio ai costi della politica, rilancio economico e dell'occupazione, scuole più sicure, tutela del territorio, politiche abitative...Bene la ridistribuzione delle risorse per dare respiro alle famiglie di ceto basso e medio (si fosse fatto l'anno scorso al posto dell'abolizione dell'IMU...) e molto bene l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie per abbassare il costo del lavoro. Mi sembrano misure basate su principi di equità. Inoltre sono soddisfatta che Renzi abbia fatto propria e accolto nel suo programma l'idea di porre come tetto sugli stipendi pubblici quello del Presidente della Repubblica: "non più in alto del Quirinale" era infatti la proposta che insieme a molti altri avevamo sostenuto anche nei mesi scorsi all'interno del dibattito nel PD. Certo si dovrà poi entrare nel merito delle proposte vere e proprie lavorando sui testi dei provvedimenti e sulle coperture, per il momento annunciate a livello di intenzioni, ma così a caldo sicuramente posso dire che questo tentativo ci offre belle opportunità.

Materiali:


On. Veronica Tentori 
XIII Commissione Agricoltura
Camera dei Deputati

domenica 16 marzo 2014

MENO BUROCRAZIA? SÌ, È POSSIBILE

Un convegno del Pd per presentare le nuove direttive europee sulla concessione e sugli appalti delle pubbliche amministrazioni

Spesso si accusa l'Europa di essere una fabbrica di lungaggini burocratiche e adempimenti inutili. L'accusa è talvolta fondata, ma esistono anche lodevoli eccezioni. Una di queste, passata quasi inosservata in Italia, è rappresentata dalle nuove norme in materia di appalti e concessioni approvate la scorsa settimana dall'Europarlamento. Un tema fondamentale per le piccole e medie imprese e per le amministrazioni pubbliche, su cui si è tenuto un convegno in settimana a Palazzo Pirelli, promotore l'europarlamentare PD Antonio Panzeri, tra i più attivi nel sostenere il percorso della nuova normativa. 
Le nuove direttive europee hanno l'obiettivo di garantire la trasparenza, un effettivo accesso al mercato di tutti gli operatori economici e di evitare abusi nell'aggiudicazione delle concessioni introducendo importanti clausole in materia sociale, ambientale e in merito al subappalto. Diversi i contributi offerti da coloro che sono intervenuti al dibattito: oltre all'onorevole Panzeri, vi sono stati, tra gli altri, quelli dell'eurodeputato Marc Tarabella, relatore del provvedimento a Bruxelles, Roberto Scanagatti, sindaco di Monza e vice presidente Anci Lombardia e del neo capogruppo del PD in regione Enrico Brambilla. 
"Molti i cambiamenti introdotti - ha spiegato nel suo intervento Antonio Panzeri - a partire dalla preferenza per il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa nell'approvazione degli appalti. In questo modo i contratti vengono aggiudicati all'impresa capace di garantire il miglior rapporto fra qualità e costo della prestazione, in luogo del semplice sconto sul prezzo a base d'asta. Il testo, inoltre, contiene l'allargamento delle deroghe che possono condurre all'assegnazione dell'appalto a trattativa privata rispetto alla regola generale che impone il ricorso a gara formale preceduta da un bando pubblico. Infine sono presenti l'introduzione di nuove procedure di associazione rispetto alle fattispecie già disciplinate, come la procedura competitiva con negoziazione e i partenariati per l'innovazione tra enti pubblici e privati. Ora tocca al Parlamento nazionale e agli Enti Locali svolgere un ruolo importante sia nella fase di trasposizione delle Direttive nel corpo legislativo italiano, sia nella fase concreta di attuazione di queste nuove norme". 
Ed è proprio con un occhio alla Lombardia che Enrico Brambilla sottolinea come "questa direttiva contiene novità importanti in tema di appalti e di concessioni pubbliche con elementi di semplificazione soprattutto rivolti alle piccole e medie imprese. Purtroppo ancora una volta nella fase legislativa ascendente la Giunta è stata un po' distratta. Ora è importante, in vista della prossima sessione europea, occuparci della cosiddetta fase discendente, con la quale il nostro Paese dovrà recepire la direttiva. In particolar modo pensiamo che qui vi siano strumenti utili per dare piena attuazione alla nostra legge regionale sulla competitività attraverso la nuova procedura prevista delle partnership per l'innovazione e per rilanciare il ruolo di Arca, l'agenzia regionale per gli acquisti". 

da Settegiorni PD