sabato 27 aprile 2013

Riunione di Circolo

A TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI DEL CIRCOLO PD DI MERATE

Si ricorda la prossima riunione di circolo è convocata per Venerdì 3 maggio 2013, ore 21.00, presso la sede del circolo PD di Merate, di Via Trento.

Vi aspettiamo

PD Merate


venerdì 26 aprile 2013

21 aprile, liberazione di Bologna

"C’è che noi, nella storia, siamo dalla parte del riscatto, loro dall’altra. Da noi, niente va perduto, nessun gesto, nessuno sparo, pur uguale al loro, m’intendi? Uguale al loro, va perduto, tutto, servirà se non a liberare noi a liberare i nostri figli, a costruire un’umanità senza più rabbia, serena, in cui si possa non essere cattivi. L’altra è la parte dei gesti perduti, degli inutili furori, perduti e inutili anche se vincessero, perché non fanno storia, non servono a liberare ma a ripetere e perpetuare quel furore e quell’odio, finché dopo altri venti o cento o mille anni si tornerebbe così, noi e loro, a combattere con lo stesso odio anonimo negli occhi e pur sempre, forse senza saperlo, noi per redimercene, loro per restarne schiavi. Questo è il significato della lotta, il significato vero, totale, al di là dei vari significati ufficiali. Una spinta di riscatto umano, elementare, anonimo, da tutte le nostre umiliazioni: per l’operaio dal suo sfruttamento, per il contadino dalla sua ignoranza, per il piccolo borghese dalle sue inibizioni, per il paria dalla sua corruzione. Io credo che il nostro lavoro politico sia questo, utilizzare anche la nostra miseria umana, utilizzarla contro se stessa, per la nostra redenzione, così come i fascisti utilizzano la miseria per perpetuare la miseria, e l’uomo contro l’uomo."

Italo Calvino
Il sentiero dei nidi di ragno

giovedì 25 aprile 2013

Quando Italo mi chiamava per ricordarmi del 25 Aprile...


Italo spesso non mi chiamava Sandro, mi chiamava "Ligure", così come si era abituato a fare fin dal periodo universitario, trascorso insieme presso la Facoltà di Lettere dell'Ateneo di Messina.
Tanti e tanti anni dopo, divenuto Sindaco, una settimana circa prima del 25 Aprile, era solito telefonarmi per ricordarmi "..Ligure, il 25 Aprile si avvicina..".
Ed io rispondevo: "..Italo, perdi colpi, ancora una volta ti sei dimenticato del nome che Liliana ed io abbiamo dato a mio figlio..".
E lui, Italo Falcomatà, il sindaco di Reggio Calabria, il sindaco che si ricordava del 25 Aprile, si scusava e replicava "..già, dimenticavo che si chiama Marco e quindi a te non debbo ricordare, come dovrò fare con tanti altri, che il 25 Aprile, Festa della Liberazione, è dietro l'angolo. E che dobbiamo ritrovarci in tanti alla Villa Comunale, davanti alla Stele del Partigiano, alla cui base metteremo corone di fiori".
Italo da molti anni non c'è più, ma il ricordo della sua voce è più vivo che mai, in questi giorni che precedono il 25 Aprile.
Oggi sono io, siamo noi dell'A.N.P.I. che telefoniamo, sollecitiamo e ricordiamo che "il 25 Aprile è dietro l'angolo".
Anche nel ricordo di Italo.
Italo sarebbe stato contento nel constatare che il 25 Aprile "è cresciuto". Anche a Reggio Calabria, anzi, perfino a Reggio Calabria.
Italo sarebbe stato certamente insieme a me, insieme a tanti di noi, che con lui abbiamo vissuto "intensamente" per decenni, tra i fondatori dell'A.N.P.I. di Reggio Calabria.
Ed avrebbe vissuto, insieme a noi del "comitato unitario per il 25 Aprile 2013", un 25 Aprile come mai s'è visto... a Reggio Calabria.

Sandro Vitale
Presidente A.n.p.i. Reggio Calabria


mercoledì 24 aprile 2013

La proposta leghista sui 15 anni di residenza è indecente, colpisce anche i bambini


La Lega torna ad imbracciare la sterile ideologia, questa volta in modo indecente, perché colpisce anche i bambini. La proposta del Carroccio – aver predisposto tre progetti di legge regionale per limitare l’accesso ai servizi di welfare della Regione ai residenti da almeno 15 anni in Lombardia – discrimina la gran parte delle persone che hanno deciso di stabilirsi in Lombardia, pagano le tasse e rispettano le leggi, siano essi cittadini italiani, europei e in particolare se extracomunitari.
Per loro e per i loro figli niente posto in asilo nido e nessun diritto ai contributi per il diritto allo studio. Esclusi anche i concittadini della cosiddetta macroregione tanto cara a Roberto Maroni. Abbiamo già visto approvare, impugnare e bocciare leggi del genere e siamo certi che se la Lega proseguirà su questa linea discriminatoria l’esito non potrà che essere il medesimo. La Lega lasci perdere la propaganda e si concentri sui problemi concreti, come trovare i soldi per anticipare la cassa integrazione a 100mila lavoratori.

Alessandro Alfieri,
capogruppo del Pd in Regione Lombardia

martedì 23 aprile 2013

San Raffaele: una mozione urgente per impegnare la giunta a riaprire la negoziazione


Una mozione urgente sull’Ospedale San Raffaele che chiede la revoca delle lettere di licenziamento già spedite e per consentire una distensione tra le parti e la ripresa più serena della trattativa, dopo gli scontri  intercorsi ieri tra lavoratori e forze dell’ordine. L’hanno presentata oggi il Pd e il Patto Civico e sarà discussa martedì 23 aprile prossimo in Aula. La mozione impegna la Giunta ad attivare tempestivamente una negoziazione con la proprietà  affinché sia reso noto alle parti il piano industriale di rilancio dell’ospedale. I consiglieri di centrosinistra chiedono anche che vengano avviate tutte le misure possibili di tutela dei lavoratori, nell’eventualità di dover attuare misure di contenimento che toccano i livelli occupazionali.
Gruppo PD Consiglio Regionale, Regione Lombardia

lunedì 22 aprile 2013

Risultato eccellente ma problema politico resta


Ringraziamo il presidente Napolitano




“Un risultato davvero eccellente che parla da sé. Dobbiamo innanzitutto ringraziare il presidente Napolitano. Dobbiamo altresì riconoscere che l’elezione del Presidente della Repubblica non può oscurare il problema politico emerso in questi giorni e le difficoltà che si sono incontrate. L’elezione di Napolitano ci mette tutti di fronte alle nostre responsabilità, alle quali dovremo rispondere sia con la forza delle nostre convinzioni, sia con la consapevolezza piena dell’urgenza dei problemi”.
E' quanto dichiara Pier Luigi Bersani in una nota.



domenica 21 aprile 2013

Riflessioni


Ora che sono tornata a casa, provo a riordinare le idee su quanto successo in questi giorni e a condividere con tutti voi alcuni pensieri.

Voglio partire dalla fine, dall'elezione di Giorgio Napolitano, che si è messo nuovamente al servizio del Paese e delle istituzioni per permettere a tutti noi di provare ad uscire da una situazione divenuta insostenibile. Lunedì nella seduta di insediamento ascolterò e applaudirò il nostro Presidente della Repubblica, rappresentante dell'unità nazionale e punto fermo da cui ripartire per dare un governo al Paese. Capisco l'amarezza e la delusione di tanti, mi ci metto anch'io. La politica avrebbe dovuto dimostrare di essere all'altezza del momento storico che abbiamo di fronte interpretando il bisogno di cambiamento emerso dalle elezioni di febbraio. E' però evidente che, data la situazione che si era creata, la riconferma di Napolitano era l'unica soluzione possibile.

Quanto accaduto nei giorni scorsi ve l'ho raccontato pubblicamente qui. Dopo aver palesato la mia contrarietà alla strada proposta dal mio partito con la candidatura di Marini, che ritenevo sbagliata per il Paese, ho votato insieme a tanti altri Stefano Rodotà, una figura di alto profilo che poteva aprire un dialogo con chi lo ha proposto. In seguito non abbiamo abbandonato Rodotà, ma semplicemente cercato la figura giusta, di garanzia per gli italiani, che avrebbe consentito questo dialogo e che avesse i 505 voti per essere eletta.

Abbiamo proposto quindi Romano Prodi. Un uomo di indubbio spessore che sarebbe stato un ottimo Presidente e con il quale si sarebbe potuta trovare condivisione in Parlamento. Così non è stato e non solo perchè il M5S ha continuato a sostenere il proprio candidato senza ragionare con nessuno, ottenendo di fatto il contrario del cambiamento tanto proclamato. E' successo che, dopo l'approvazione all'unanimità di Prodi nell'assemblea dei grandi elettori del PD, qualcuno ha programmato scientificamente di utilizzare l'elezione del Presidente della Repubblica per regolare conti interni al partito. Voglio chiedere scusa a Romano Prodi e a tutti gli italiani per queste persone disoneste e per questo gesto ignobile che solo degli irresponsabili possono aver messo in atto con una viltà inimmaginabile. Vorrei fosse chiaro che questo atto vergognoso non è da imputarsi ai giovani eletti dalle primarie, come qualcuno vuol far credere.

Il punto vero è che qui, in questa situazione, in questo modo, non ci dovevamo proprio arrivare. Gli errori sono stati tanti, di sintesi e di direzione, di una classe dirigente che è ora che lasci posto ad altri. Sono errori che ci trasciniamo da tanto tempo e avremo - questo a breve fortunatamente - i luoghi giusti per parlarne, confrontarci anche aspramente e prendere le decisioni conseguenti.

Infine penso che ora sia indispensabile recuperare l'equilibrio e il senso della misura. Sono gravissimi i termini usati da Grillo, che grida al colpo di stato e lancia la marcia su Roma dopo l'elezione di Giorgio Napolitano, svoltasi secondo le regole democratiche sancite dalla nostra Costituzione. Ed è inaccettabile l'atteggiamento dei suoi deputati, rappresentanti delle Istituzioni, che non condannano nemmeno queste esternazioni.

Insomma sono stati giorni difficili e sofferti, che mi lasciano l'amaro in bocca. 
Intanto torno a vivere il mio territorio in una delle sue manifestazioni più belle e partecipate, la marcia della pace Bevera-Lecco. Ci vediamo lì.
Buonanotte a tutti.

Veronica
(On. Veronica Tentori, Gruppo PD Camera dei Deputati)