lunedì 11 marzo 2013

Corsi e ricorsi storici

"...i contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni... invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi... chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati.. sono loro i responsabili!

Io vengo confuso.. oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento..mi hanno proposto un'alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico...noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E' un movimento che non può essere fermato... non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta..noi non siamo un partito, rappresentiamo l'intero popolo, un popolo nuovo..."

Beppe Grillo? NoAdolf Hitler, Berlino 4 aprile 1932

l 10 aprile 1932, il verdetto: Hitler non sarà presidente. Tredici milioni di tedeschi hanno votato per lui, un terzo dell’elettorato. È una cifra enorme ma non è sufficiente. Hindenburg, rieletto grazie ai voti dei socialisti, tuttavia non vuole più dipendere da loro. Ciò causa nuove elezioni.

Il resto è storia....

domenica 10 marzo 2013

RISPOSTE AI GIOVANI ITALIANI…SUBITO!

Lettera aperta dei neodeputati PD


Vogliamo riprendere da dove ci eravamo lasciati due giorni prima del voto per queste elezioni politiche, quando con alcuni candidati under 35 del Partito Democratico abbiamo condiviso una lettera aperta ai nostri futuri “colleghi” eletti nelle liste del nostro partito, raccontando le priorità per le quali vorremo impegnarci in Parlamento per far sì che si possa davvero aprire una stagione di cambiamento e nuove prospettive per la nostra generazione, anche con strumenti e parole più semplici e diretti.
Da una settimana stiamo assistendo a una situazione del tutto inedita e di stallo. Uno stallo che non possiamo permetterci, né per il futuro dei giovani né per quello dell’Italia. Nelle ultime ore però siamo stati scossi dai gravissimi avvenimenti di Napoli e Perugia, che ci sconcertano e ci preoccupano perché evocano giorni tristi del nostro passato, e certificano l’urgenza di una risposta da parte dello stato democratico ad un malessere sempre più diffuso nel Paese.
E’ da qui che ripartiamo. In queste ore la parola ricorrente è “responsabilità”. Responsabilità di non tornare alle urne e spendere altri 400 milioni di euro degli italiani, rischiando una bufera finanziaria che impoverirebbe ulteriormente la nostra già debole economia. Responsabilità di tenere unito un Paese che non vogliamo si inginocchi ancora di più a causa della crisi.
Responsabilità di rappresentare il popolo italiano – tutto – perché quando si è rappresentanti istituzionali il bene del Paese viene prima di ogni altra cosa. Responsabilità di rappresentare una generazione che forse più delle altre sta scontando sulla propria pelle la precarietà di questi anni.
E’ con questa parola che vogliamo quindi rivolgerci a tutti i parlamentari under 35 eletti alla Camera dei Deputati, di ogni schieramento. La sfida che abbiamo di fronte è troppo grande per arroccarci: c’è da rimettere in sesto l’Italia. Mettiamo da parte le diffidenze reciproche e, con la consapevolezza che tutti dobbiamo imparare come funzionano i meccanismi della democrazia, ragioniamo a viso aperto su cosa noi possiamo fare concretamente per i nostri coetanei. Vogliamo che si fidino di noi perché diamo un esempio concreto di dialogo e sobrietà.

DISOCCUPAZIONE TRA I 15 E I 24 ANNI AL 38% E FINO AL 50 % NEL MEZZOGGIORNO
2.800.000 CONTRATTI PRECARI 
2.000.000 di NEET giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono in formazione.

Vogliamo dire qualcosa a queste persone? O meglio, vogliamo fare concretamente qualcosa per loro?

QUESTE SONO LE PRIME RISPOSTE CHE SE VOGLIAMO POSSIAMO DARE:

• Garantire agli under 29, entro quattro mesi dal termine degli studi o dalla perdita di un impiego, una buona offerta di lavoro, un corso di perfezionamento, un contratto di apprendistato o un tirocinio di qualità.
• Rifinanziamento e riforma del Servizio Civile.
• Utilizziamo i soldi ricavati dai tagli ai costi della politica per garantire le borse di studio universitarie a tutti gli aventi diritto.
• Mettiamo imprese e formazione universitaria in sinergia per dare risposte qualificate all’offerta lavorativa.
• Tirocini e stage con retribuzione minima di 500 euro.
• Diritto di voto per i fuori sede.

La Garanzia Giovani. Diversi Paesi dell'Unione Europea hanno già messo in pratica questa iniziativa che viene direttamente dalla Commissione Europea, e altri si apprestano a farlo. Ricerca attiva del lavoro, potenziamento degli strumenti pubblici, utilizzo dei fondi strutturali europei. Puntiamo a questo, gli indicatori dimostrano come l’investimento “per prevenire” sia molto più vantaggioso dell’investimento “per mettere una pezza” una volta che i problemi sono scoppiati.
E per stage e tirocini rendiamo obbligatorio un compenso e dei requisiti minimi di dignità, facendo in modo che la legislazione sia concretamente da tutti applicata.
Molti giovani che cercano lavoro e non lo trovano si rivolgono anche al Servizio Civile, nazionale e regionale, ma negli ultimi 5 anni le risorse a sostegno dei progetti di cittadinanza attiva sono state tagliate dell’80%. Battiamoci per il rifinanziamento del fondo a disposizione dell’Ufficio nazionale per il Servizio Civile e per la programmazione almeno triennale dei progetti, impegniamoci perché venga ribadito il giusto valore formativo, sociale e profondamente etico di questa esperienza, che dovrebbe essere accessibile a tutti i giovani, italiani e stranieri, senza distinzioni.
Il nostro è uno dei Paesi dell’Unione Europea in cui la forbice della disuguaglianza è più ampia e siamo convinti che per ridurla dobbiamo dare a tutti le stesse opportunità di partenza, senza lasciare indietro nessuno, perché solo così poi il merito potrà essere giustamente premiato. Non ci devono mai più essere studenti che risultano idonei ma non vincono la borsa di studio.
Utilizziamo una parte dei soldi recuperati riducendo i costi della politica – rimborsi elettorali, numero e stipendi dei parlamentari in primis – per garantire il diritto allo studio, e un’altra parte per incentivare progetti che mettano in collegamento mondo dell’università e mondo del lavoro, concretizzando nuove progettualità e idee innovative.
Infine, rispetto al tema della rappresentanza c’è una situazione anacronistica che vogliamo risolvere perché genera disuguaglianza: studenti e lavoratori temporaneamente fuori sede in Italia e all’estero – in particolare i ragazzi e le ragazze in Erasmus – non possono votare se non rientrando nella loro città di residenza. Ma sappiamo tutti che per la maggior parte risulta
proibitivo accollarsi il costo del viaggio. Perciò introduciamo il “diritto di voto fuori sede”, non vogliamo più che soprattutto i giovani si sentano trattati come cittadini di serie B.
Questa è la prima volta in cui i parlamentari under 35 saranno così numerosi. Dimostriamo che il tempo della vecchia politica è davvero finito. La nostra generazione reclama futuro, diamoci l’opportunità di iniziare a cambiare questo Paese.

FRANCESCA BONOMO, Deputata PIEMONTE 1
GIULIA NARDUOLO, Deputata VENETO 1
LIA QUARTAPELLE, Deputata LOMBARDIA 1
ANNA ASCANI, Deputata UMBRIA
VERONICA TENTORI, Deputata LOMBARDIA 2
MIRIAM COMINELLI, Deputata LOMBARDIA 2
CHIARA BRAGA, Deputata LOMBARDIA 2
ENZO LATTUCA, Deputato EMILIA ROMAGNA
FILIPPO CRIMÌ, Deputato VENETO 1
LILIANA VENTRICELLI, Deputata PUGLIA
MARIA CHIARA GADDA, Deputata LOMBARDIA 2
MARIANNA MADIA, Deputata LAZIO 1
SARA MORETTO, Deputata VENETO 2
MARCO DI MAIO, Deputato EMILIA ROMAGNA
DANIELA CARDINALE, Deputata SICILIA 1
PINA PICIERNO, Deputata CAMPANIA 2

La corsa dei gamberi


Commentare i risultati elettorali solo per i sentimenti che essi suscitano, non portano a ragionare con la necessaria freddezza. Ho cercato di capire cosa è successo, oggettivamente, per quel cheposso, essendo un militante di partito.
Tutti i numeri pubblicati dalla stampa sull’emorragia dei due partiti più grossi e della Lega Nord, il successo dei 5 Stelle, dicono che, dopo quasi vent’anni di seconda Repubblica, l’impermeabilità dei due “blocchi” è finita. I flussi elettorali pubblicati (Istituto Cattaneo,ISPO, SWG, ad esempio) lo dimostrano. Per la prima volta le nuove offerte politiche divengono un fatto reale ed entrano in Parlamento (M5S e Monti). Con le nuove offerte politiche si è rotto un meccanismo di disciplina dei blocchi. E’ come se fosse caduto un altro muro di Berlino.
Faccio l’esempio della Provincia di Lecco:
·         P.D. perde molto di più tra la Cam. 2008 e le Europee 2009 – 18.140 voti che tra i due turni alle Camere – 9202 voti  
·         La galassia berlusconiana (PDL ed apparentati, senza Lega) perde molto di più tra i due turni della Camera -27.346 voti che tra le Europee e la Camera 2008 -8.808 voti. Come si comprende il processo si sfaldamento del blocco berlusconiano si è maggiormente accelerato negli ultimi due anni.
·         Analogo processo riguarda la Lega Nord che perde molto di più tra i due turni della Camera -25.561 voti che tra le Europee e la Camera 2008 -4.205 voti.
·         “La Sinistra Alternativa” perde tra le due Camere 10.921 voti e, tra il 2008 ed il 2009, 1.404 voti. Diventa un bacino molto ristretto e marginale, molto identitario. I voti in uscita dell’IDV vanno a P.D. e M5S.
·         Il Centro Montiano, completamente trasformato con la pratica scomparsa dell’UDC e di FLI, guadagna oltre 16 mila voti largamente “rubati” al PDL e Lega. 
Il Movimento 5 Stelle pesca da tutti, ma in particolare dal PD, soprattutto al nord. Come mai? Il commento dell’Istituto Cattaneo, che condivido, è questo: - Il M5S ha sottratto molto al PD. E’ possibile supporre  che l’indignazione morale  nei confronti della politica  sia più diffusa nell’elettorato PD che in quello PDL. L’elettore non capisce e non guarda all’entità o alla qualità del danno per l’erario pubblico. Dà solo un “giudizio” etico/ morale e non penale. Non c’è differenza, per loro, tra la Nutella e il pranzo di nozze della figlia.
Quindi, concludendo la parte delle Politiche, possiamo dire che:
1.      Il nodo elettori 5 Stelle per il PD è ineludibile. Si gioca sul tema della questione morale e su alcuni temi come l’acqua pubblica, la povertà (i mille euro al mese di Grillo).
2.      Il voto al centro è difficoltoso da spostare perché, in questo turno, è un pezzo che viene dalla destra. Inoltre solo una alleanza con i centristi “eludendo” i grillini è sempre minoritario anche nel Lecchese.
Differente, in parte, il risultato regionale. Ha vinto Maroni, ma la rottura dei blocchi c’è stata anche qui ed in maggiore misura rispetto al Parlamento.
Dall’analisi dei risultati e dei flussi se ne ha conferma:
·         il PD, tra i due turni, in Provincia di Lecco guadagna15.727 voti e la coalizione ben30.588! La caratterizzazione di una lista civica ci ha favorito e la lista Ambrosoli non ci ha portato via voti.
·         Il PDL ha perso10.270 voti. La Lega, come partito, ne ha persi ben 13.853. Ha salvato il centrodestra la lista Maroni che, con i suoi 22 mila voti, ha permesso di salvare il centrodestra dalla debacle. Segnalo, ad esempio, che a Merate la lista Maroni riceve più voti della Lega che esprime il Sindaco.  La distanza tra centro destra e centro sinistra è di 10 mila voti. Nel 2010 era di 39 mila voti.
La differenza con le Politiche è, dall’analisi dei flussi a livello regionale, che Ambrosoli ha un maggior dato di conferma del voto (77% contro il 68% di Maroni), porta via l’8% al centro destra ed ha meno astenuti (9% rspetto al 13% di Maroni). Inoltre Ambrosoli assorbe il 24% degli altri partiti fuori dalle due coalizioni e degli astenuti.  Questo insieme di dati e di processi sfociano in numeri precisi:
1.      In Regione Maroni perde 150 mila voti ed Ambrosoli ne guadagna 593.000!
2.      A livello provinciale Ambrosoli ne guadagna  22.691 voti e il centrodestra ne guadagna 689, grazie alla lista Maroni .
Circa  l’astensionismo, l’istituto Cattaneo fa queste considerazioni:
-L’altro elemento di interesse riguarda l’andamento differente della partecipazione nelle regioni del
Nord-Ovest rispetto al Nord-Est. Il calo dei votanti è stato infatti leggermente più pronunciato in
alcune province del Piemonte (Verbano-Cusio Ossola) e Lombardia (la cintura settentrionale di
Como, Sondrio, Varese, Lecco). Questa differenza potrebbe essere attribuita al diverso comportamento di una parte dell’elettorato di centro-destra che, in Lombardia e Piemonte, potrebbe avere scelto l’astensione
mentre in Veneto avrebbe preferito uno spostamento delle preferenze su altre formazioni (in primis
il Movimento 5 stelle).-
Concludendo alcune prime considerazioni politiche da approfondire dal punto di vista del PD:
·         Le primarie, al di là dei risultati, sono state in linea di massima un elemento di mobilitazione dell’elettorato del centrosinistra ed è servito poco per acquisire voti. L’elettorato di centrodestra ha posizioni che non guardano il modo di essere partito o il grado di moralità in politica.
·         Il proprio elettorato  va curato soprattutto nel caso, al di là dei pronunciamenti ufficiali, si punta, in modo prioritario, alla semplificazione nel centrosinistra. Sia nel 2008 che nel 2013 non c’è stata alcuna attenzione in questo senso.
·         Il partito “identitario”, nel senso che lo abbiamo conosciuto,  aveva fallito già nel 2008 ed ha fallito anche questa volta. La lotta per riaffermare delle egemonie culturali (ez DS ed ex Margherite) non allargano il consenso, anzi riducono il proprio potenziale perché un sempre più crescente numero di elettori è estraneo a queste logiche. Si pongono il problema che non sia solo l’espressione di lotte interne alla casta.
·         Il legame con il territorio non si esprime solo attraverso il controllo di strumenti di potere (aziende pubbliche, comuni, partito), ma con proposte concrete e con un radicamento politico ed anche organizzativo (dai circoli ai blog, tanto per fare un esempio).
·         Il rapporto con il M5S è cruciale, non tanto nel senso di un rapporto tra “partiti” che serve a poco, ma sui problemi che i nostri elettori spostati là segnalano.
L’impressione è che le elezioni sono state una gara di corsa in cui ci sono due grossi gamberi (che camminano all’indietro) ed un granchio che corre in avanti.

Ambrogio Sala