Riforma della sanità? La maggioranza gioca a risiko

Lega e Pdl ridisegnano Asl e Aziende ospedaliere, ma la giunta ancora tace

Tredici aziende ospedaliere per gestire settantatre ospedali lombardi e cinque Asl contro le attuali quindici (link http://www.affaritaliani.it/milano/sanit-in-anteprima-la-riforma-180913.html). È la proposta di riforma della governance della sanità lombarda che il presidente della commissione terza della Regione Fabio Rizzi proporrà alla giunta regionale. Ma non è l'unico documento in campo, perché il collega Stefano Carugo, consigliere pidiellino di fede ciellina, responsabile regionale sanità del defunto Pdl, ne ha presentato uno un po' diverso, che pure porterebbe a un forte ridimensionamento di Asl e aziende ospedaliere. 
I due consiglieri, peraltro, si troveranno lunedì a presentare insieme le due diverse proposte in un convegno che hanno organizzato a Pirellone per discuterne con gli operatori del settore. E la giunta regionale, di cui Rizzi e Carugo sono sostenitori? Starebbe lavorando a una terza proposta, ma di quella circolano solo alcune ipotesi. Insomma, sembra esserci grande confusione. E tuttavia gli accorpamenti hanno già provocato numerose repliche, perlopiù contrarie, anche da esponenti dello stesso schieramento.
Critico anche il PD, che è intervenuto con il capodelegazione in commissione sanità Carlo Borghetti e la vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi: "la riforma della sanità" hanno osservato "non può diventare una partita a Risiko, un mero gioco a ridisegnare le Asl e le aziende ospedaliere", anche perché "ai cittadini interessa una sanità efficiente e più vicina, meno costosa, con ticket più leggeri ed equi, gli importa ben poco se il direttore dell'Asl sta nella sua provincia o in quella confinante e ancor meno a quale corrente politica appartiene."
Tuttavia, aggiungono Borghetti e Valmaggi, "la sanità regionale ha urgente bisogno di essere riformata e il fatto che siano in circolazione più proposte di esponenti della maggioranza genera solo confusione". Secondo i consiglieri "è la prospettiva ad essere sbagliata: occorre partire dal ripensamento del modello, da chi fa che cosa, da come si organizzano i servizi sul territorio e solo in ultimo viene il tema della governance. È una discussione che andrebbe fatta quanto prima nei luoghi deputati, in primis nella commissione sanità, aprendo a una consultazione dei territori e degli operatori sui bisogni dei cittadini lombardi attualizzati ad oggi. Non è certo con le sparate sui giornali che si può riformare la sanità". 

PD Regione Lombardia

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