venerdì 30 novembre 2012

Osservazioni spot sul programma Renzi

Credo alla politica come lavoro diuturno, oscuro, costante e faticoso, di confronto continuo con gli altri; in politica non ci sono scorciatoie, perché con le rodomontate, prima o poi  i nodi vengono al pettine.

Ho analizzato i programmi dei cinque candidati alle primarie e, schematicamente, riporto le impressioni su quello del Sindaco Matteo Renzi, riportato nel suo sito con la denominazione "Un'altra Italia è già qui, basta farla entrare":

Introduzione
-Non è mai citata la Costituzione! Peraltro, se fosse stata attuata nella prima parte avremmo più giustizia sociale; nella seconda (ogni spesa pubblica deve avere copertura) non avremmo due trilioni di debito.
-Trombonismo patriottico:"Ciò che esiste è un Paese stracolmo di capacità e di energie". Trito riferimento al cosiddetto "talento degli italiani", quasi fossimo "er meio" nel mondo": la "talentuosità " è statisticamente distribuita uniformemente su tutta l'umanità!
-Funzionerebbero solo i Comuni: gli altri Enti no: ovvero si fa di ogni erba un fascio. 
-Qualunquismo quando si afferma che "un comma di un decreto legge, nove volte su dieci non funziona": ovvero si afferma che i politici, tutti, vivono in un mondo avulso dalla realtà.
-Vuole riportare il merito nella scuola e nell'università: adesso non c'è?

01 Ritrovare la democrazia
-Al posto dell'attuale sistema bicamerale perfetto ne prevede uno, sempre bicamerale, di cui una è composta da delegati regionali e sindaci per proporre emendamenti all'altra: se non è zuppa è pan bagnato.
-L'elezione diretta dei sindaci, se da un lato ha garantito la governabilità, dall'altro ha svuotato di prerogative l'altro organo eletto, cioè il consiglio comunale.
-"I cittadini devono poter scegliere un leader"; la Costituzione vigente prevede una Repubblica parlamentare ed è il capo dello Stato  che sceglie il Presidente del Consiglio che è "Primus inter pares" e non Primo Ministro. Se si vuole modificare la Costituzione con l'elezione diretta del Presidente del Consiglio lo si dica chiaramente.

02 L'Europa dal basso
- Ma come, in Italia vuole un sistema sostanzialmente monocamerale, in Europa un sistema bicamerale!  

05 Un nuovo paradigma per la crescita:partire dal basso, smantellando le rendite
Come si possano finanziare 20 miliardi di minori tasse prese dalla spesa pubblica, cosiddetta "intermediata", non è, né chiaro, né dimostrabile. 

09 Il modello italiano: cultura, turismo, sostenibilità
- Bene, ma l'agricoltura, l'industria, il commercio, la ricerca?

Non si accenna ad una legge seria contro il conflitto di interessi.
Nulla sul "fine vita" e legge 40.
Nulla su politica estera
Nulla sul ruolo militare dell' Italia
Nulla su produzione ed esportazione delle armi  

Ernesto Passoni, 
scagnozzo di Bersani

giovedì 29 novembre 2012

Domenica 2 Dicembre 2012 BALLOTTAGGIO tra Bersani e Renzi


Domenica 2 Dicembre 2012 si terrà il ballottaggio tra Bersani e Renzi. Sarà possibili votare dalle ore 8.00 alle ore 20.00 presso gli stessi Seggi attivati domenica 25 Novembre.

Il Coordinamento Provinciale Primarie Italia Bene Comune di Lecco, per assicurare la possibilità a chi si sia trovato nella impossibilità di registrarsi all'Albo degli Elettori presso gli Uffici elettorali attivati dal 4 novembre al 25 novembre o online entro le ore 20 del 25 novembre, come previsto dalla delibera dei garanti n° 25, comunica che sarà attivato un Ufficio Elettorale provinciale ad hoc, composto dai tre Coordinatori provinciali, presso la sede del Coordinamento provinciale in via Parini 35.
L'impossibilità dovrà essere dettata da cause indipendenti dalla volontà dell'elettore.

L'Ufficio Elettorale sarà aperto:

Giovedì 29 novembre dalle ore 15,30 alle 18,00 e dalle 19,00 alle 21,00
Venerdì 30 novembre dalle ore 13,30 alle 15,00 e dalle 19,00 alle 21,00.

Il Coordinamento Provinciale Primarie Italia Bene Comune di Lecco comunica anche che sarà possibile avere un duplicato del certificato dell'elettore, in caso di smarrimento, e di completare la registrazione online, per chi non l'avesse ancora fatto, direttamente presso la sede del seggio il giorno 2 dicembre

Tutte le informazioni riguardo le Primarie, incluse le date, gli orari e i luoghi in cui saranno aperti gli Uffici elettorali, sono pubblicate e in continuo aggiornamento sul blog http://leccoprimarieitaliabenecomune.blogspot.it. È inoltre possibile comunicare con il Coordinamento provinciale tramite la mail: lecco@primarieitaliabenecomune.it

mercoledì 28 novembre 2012

Il complesso della destra

Ciò che resta del Pdl

In Italia Destra e Sinistra sono entrambe in una condizione di incompletezza anche se in modo opposto. Mentre la Sinistra, infatti, gode di un forte e stabile insediamento socio-culturale, che però riesce molto difficilmente ad allargare fino a conseguire una propria maggioranza elettorale, la Destra, invece (considero Destra tutto ciò che non è Sinistra, e parzialmente dunque anche la vecchia Democrazia cristiana, pur con le specificità di cui appresso) la Destra, dicevo, può invece contare fisiologicamente su una maggioranza di voti, che però non riesce a trasformare in un autentico insediamento nel tessuto socio-culturale del Paese. L'Italia, insomma, è un Paese che per sua natura è intimamente conservatore e vota perlopiù a destra o per il centrodestra, ma ha una prevalente cultura politica organizzata e diffusa che è di sinistra. Nelle urne vince per solito la Destra (o il Centro che raccoglie gran parte di voti di destra, com'era la Dc, che aveva di certo anche un suo radicamento - cattolico per un verso e di sottogoverno per l'altro - ma non seppe aggiungerne alcuno specificamente suo e diverso), ma nella società civile quella che di gran lunga si fa più sentire è la voce della Sinistra. 
Proprio quanto ho appena detto spiega due tratti specifici della vita politica repubblicana. Da un lato, il fatto che a cominciare da Togliatti la Sinistra, consapevole del carattere organicamente minoritario del proprio consenso elettorale, ha quasi sempre perseguito un accordo con una parte della non-Sinistra (in questo, a conti fatti, sono consistiti il «dialogo con i cattolici» e l'invenzione della «sinistra indipendente»); e dall'altro, invece, che la Destra, anche se elettoralmente fortissima, sembra esistere in un certo senso solo nelle urne, essendo in tal modo esposta al rischio di collassi politici e d'immagine improvvisi, capaci di portare in pratica alla sua dissoluzione. È precisamente ciò che in qualche modo assai complesso accadde alla Dc nel 1993-94, e che ora sta capitando in modo diretto e catastrofico al Pdl.
Il quale paga il prezzo del fatto che, nato come un partito di plastica, in tutto e per tutto artificiale, e poi inebriato dal successo elettorale, non si è mai curato di diventare qualcosa d'altro: qualcosa per l'appunto che avesse un retroterra effettivo di idee e di valori nella società italiana. Non se ne è mai curato, vuoi a causa dello strabordante, narcisistico senso di onnipotenza del suo capo, personalità certo fuori dal comune, ma in sostanza di scarsissima intelligenza delle cose politiche e di ancor più scarsa capacità di leadership (consistente ai suoi occhi in nulla più che nel principio: comando perché pago, o perché ho il potere di farlo). E vuoi per la prona accondiscendenza di tutti coloro che egli ha chiamato intorno a sé: chiamati, e rimastigli intorno, proprio perché capaci di accondiscendere sempre, e in forza di ciò, solo di ciò, di avere un ruolo importante.
Così il Pdl è stato in grado, sì, tesaurizzando il sentimento antisinistra del Paese, di vincere due o tre elezioni. Ma nel momento in cui limiti e pochezze di Berlusconi sono emersi in pieno (già tre anni fa), e lo stesso Berlusconi si è trovato rapidamente messo all'angolo, allora sotto i piedi del vertice, ostinatosi fino all'ultimo a non vedere o a far finta di nulla, alla fine si è aperto il baratro. E tutti i nodi sono venuti al pettine tutti insieme. Il vertice del Pdl oggi paga per le mille cose promesse, annunciate e non fatte, per il malgoverno e per il sottogoverno; paga per una politica estera priva di qualunque autorevolezza, biliosa e inconcludente; paga per lo straordinario numero di gaglioffi di ogni calibro che in questi anni hanno scelto il Pdl come proprio rifugio e che non poche volte lo stesso vertice ha accolto al suo interno senza che nessuno protestasse; paga per gruppi parlamentari scialbissimi, gonfi di signore, di avvocati di varia risma e di manager pescati dagli addetti di Publitalia non si sa come; e non si finirebbe più. 
Ma paga soprattutto perché si è mostrato incapace(proprio il partito del Grande Comunicatore!) di parlare al Paese. Infatti, presentatosi originariamente come espressione massima della società civile, il Pdl è diventato in breve quanto di più «politicistico» e autoreferenziale potesse immaginarsi, presente e attivo quasi esclusivamente negli spazi istituzionali. Ma altrove del tutto assente, a dispetto di tanti suoi elettori in buona fede che oggi non meritano certo lo spettacolo a cui sono costretti ad assistere. In tal modo il Pdl non ha fatto altro che confermare l'antica difficoltà della Destra italiana postfascista ad agitare nel Paese temi e valori propri, a rappresentarli e a diffonderli con la propria azione politica, sì da costruirsi grazie ad essi - in positivo, non più solo per semplice contrapposizione alla Sinistra - un proprio effettivo retroterra socio-culturale. Quei valori che per l'appunto avrebbero dovuto essere i suoi - il merito, la competizione, la rottura delle barriere corporative, il senso e l'autorità dello Stato, la sana amministrazione delle finanze e dei conti pubblici, la difesa della legalità, la cura per l'identità e per il passato nazionali, per la serietà degli studi - ma che invece essa ha finito per disperdere al vento o per regalare quasi tutti alla sinistra. Così da trovarsi oggi, tra una rissa interna e l'altra, ormai avviata verso una meritata irrilevanza nel più scettico disinteresse degli italiani.
Ps: per anni, ogni qualvolta mi è capitato di muovere una qualunque critica al Pdl mi è arrivata puntuale una sesquipedale e sdegnata messa a punto-smentita da parte dei coordinatori del partito, Bondi, La Russa e Verdini. Immagino che questa volta, però, decidano di risparmiarcela: a me e ai lettori del Corriere .

lunedì 26 novembre 2012

Risultati primarie Merate

Risultati del solo seggio unico di Merate

TOTALE VOTANTI: 780

Bersani: 278
Tabacci 15
Puppato: 26
Vendola: 120
Renzi: 330
Schede bianche/nulle: 2