Considerazioni sul voto delle primarie a Lecco

Il successo di Bersani alle primarie in provincia di Lecco non deve far dimenticare quanto è avvenuto il 25 novembre, anche se la vittoria di Renzi si è trasformata in una sconfitta al ballottaggio. Non riconoscerlo sarebbe miope.
Chi ha il compito locale di guidare il Partito Democratico in questi mesi di preparazione alle elezioni regionali, nazionali e al Congresso, se ne deve rendere conto. L’alternativa sarebbe dissipare il patrimonio di consenso che le primarie hanno creato attorno a un PD che ha scelto di rinnovare il modo e gli strumenti del fare politica. Facendo diventare il cittadino protagonista delle scelte sul futuro politico del Paese, il centrosinistra ha rivitalizzato il desiderio di buona politica. 
Questo è stato possibile grazie a una scelta coraggiosa, e non dovuta, del nostro gruppo dirigente nazionale che aveva capito la domanda di cambiamento. Non riconoscere questo merito a Bersani sarebbe strumentale. Per questo motivo mi stupiscono a Lecco, come altrove, giudizi superficiali sulla nomenclatura del partito che sarebbe stata sconfitta. Si dimenticano in fretta “questi analisti” che tutto il cambiamento è stato favorito da chi oggi governa il PD, che a fine 2011 ha scelto di non portare il Paese alle urne pur essendo sicuro di guadagnarci elettoralmente e poi ha deciso di derogare lo statuto per aprire le primarie ad un confronto vero.
E’ necessario prepararci ora, insieme, a gestire la nuova fase politica e organizzativa che si è aperta sia a livello nazionale sia a livello regionale. Il primo appuntamento sarà quello delle primarie del 15 dicembre per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Lombardia. Credo che la nostra decisione di mettere in campo un “patto civico” guidato da Umberto Ambrosoli sia quello da sostenere come la migliore e vincente.
Abbiamo ora la responsabilità di vincere sia per governare l’Italia sia per governare la Lombardia. Per riuscirci dovremo utilizzare le energie e le candidature migliori a tutti i livelli. E per il futuro governo della Lombardia dovremo sapere conquistare un nostro ruolo anche per Lecco.
L’apprezzamento per il cambiamento che il Pd ha reso possibile ci è invidiato anche dai nostri avversari politici e dovrà essere reso visibile e praticato anche nella futura conduzione del partito a livello locale, recuperando sia la pratica di una apertura verso l’esterno sia quella dell’originario progetto fondativo del Partito Democratico. 

Carlo Spreafico

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