27 settembre 2012: Visione: L’intervento di Riccardo Brivio – circolo di MERATE

Riportiamo il primo intervento della serata del 27 settembre a Olgiate, sulla Carta degli Intenti del PD: Circolo di Merate - Riccardo Brivio


Nella Carta d’Intenti del PD, la parola visione potrebbe, di per se, racchiudere tutte la altre nove, ma non si limita a questo.
Nella nostra visione del futuro la somma di 2 vecchi partiti si è definitivamente trasformata in un unico, nuovo, grande partito.
La visione a lungo termine, inoltre, è la caratteristica che deve distinguere l’operato di un politico rispetto a quello di un tecnico.
Il tecnico adotta dei provvedimenti di urgenza, per… risolvere una criticità immediata.
Le scelte di un buon politico devono, invece, essere sempre guidate da una visione chiara su dove si voglia condurre l’Italia nei prossimi anni e, perché no, su ciò che vogliamo lasciare in eredità alle prossime generazioni.
La visione del PD non deve avere niente a che vedere né con le false promesse tipiche del recente passato Berlusconiano, né con il populismo di Grillo, che usa come arma di persuasione il desiderio di distruggere tutto, senza offrire un credibile programma di rinnovamento.
La visione di un grande partito riformista, quale solo il PD può essere oggi in Italia, deve mettere al centro la crescita, ma una crescita veramente sostenibile, che non dimentichi gli ultimi, i più deboli.
Non ci può essere crescita se qualcuno rimane indietro. Questo deve essere il principio base di ogni nostra scelta.
E non ci può essere questo tipo di crescita senza una programmazione di base da parte della politica, che indirizzi correttamente le scelte produttive del Paese.
Vogliamo un partito che sia trasparente, democratico internamente e che grazie allo strumento delle primarie, faccia tornare nei cittadini la fiducia nella politica, sostituendo il rifiuto con la voglia di partecipare alla vita pubblica.
Vogliamo un partito che ridia slancio all’integrazione europea, mettendo al primo posto l’integrazione politica e sociale rispetto a quella economica.
Da qui deve ripartire l’integrazione europea, imparando dagli errori del passato e ricordando sempre che l’Unione Economica non può andare avanti, se l’Unione Politica resta indietro.
Vogliamo un partito che riesca ad affrontare le sfide del futuro, attuando le riforme necessarie al paese, senza farsi condizionare dagli interessi egoistici delle lobbies.
Vogliamo un partito che abbia il coraggio di rendere l’Italia un paese “normale” e moderno, nel quale chi non rispetta le regole non sia visto come “il furbo” e nel quale le troppe eccezioni non diventino la regola.
Un partito che abbia il coraggio di affrontare con determinazione, l’enorme problema dell’illegalità diffusa. Non ci sarà mai sviluppo, di nessun tipo, senza una ragionevole certezza di legalità.
Vogliamo, in sintesi, un grande partito riformista, che abbia il coraggio di avere la propria visione del futuro, liberandosi finalmente dagli schemi politici del passato.

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