ANCORA A PROPOSITO DEL CENTRO DIURNO DISABILI DI MERATE

Mentre rimango in trepida attesa che “altri più competenti ribattano alle altre inesattezze contenute” nelle mie affermazioni ringrazio l’Assessore Dr Emilio Vulmaro Zanmarchi per le precisazioni e per le informazioni relative a quanto da me affermato a proposito del Centro Diurno Disabili (CDD), e lo ringrazio anche per la sua implicita disponibilità a contribuire al miglioramento della mia ortografia (cosa di cui so di aver bisogno, ma certamente privati cittadini non possono avere la preparazione e la competenza di chi ricopre posizioni importanti quali Assessore,vicepresidente ecc).

Leggendo l’intervento del 5 marzo mi è venuta in mente la famosa frase del Marchese del Grillo

“Io so’ io e voi non siete un ..............”

Nel merito di quanto affermato dall’Assessore Dr Emilio Vulmaro Zanmarchi mi sembrano doverose le seguenti precisazioni:

PIANO DI ZONA 2009-2011: leggo a pag 28 del documento,ed è l’unica parte in cui si parla di CDD sul piano organizzativo,( ma forse le mie difficoltà ortografiche influiscono anche nella mia capacità di lettura) : ”Nonostante ci sia stato un ampliamento dei posti nei CDD permane il bisogno di un ulteriore ampliamento da realizzare nel prossimo triennio”implicitamente assegnando al prossimo Piano 2012-2014 la responsabilità di definire le necessità,la localizzazione ed i tempi di realizzazione dei nuovi posti necessari.

Ora,se non esistono altri documenti successivi e/o accordi specifici, non mi sembra che quanto affermato dal Piano di zona sia in contrasto con la mia posizione.

RETESALUTE : affermando la necessità di coinvolgere Retesalute che,con la sola eccezione di Missaglia,include tutti i Comuni dell’Assemblea Distrettuale e quindi circa 111.000 cittadini rispetto ad un totale di circa 119.700, intendevo suggerire di coinvolgere l’ente cui il Piano di zona assegna la funzione di Capofila per l’Accordo di programma .

Sono in completo disaccordo con l’Assessore quando afferma che il “conferimento del CDD a Retesalute è non coveniente ed antistorico” perchè personalmente ritengo che l’unico modo che avremo nel futuro per mantenere e migliorare i servizi sia quello di realizzarli e gestirli in modo associato.

Quanto successo con il progetto del CDD negli ultimi anni ne è un esempio, il Comune di Merate,dopo averlo programmato per il 2010-2011 presentò nel dicembre 2009 un progetto per la realizzazione del nuovo CDD con un spesa prevista di 2,2 mil.Dopo aver seguito tale progetto per anni(ancora nella Relazione previsionale e programmatica allegata alla bozza di Bilancio presentata in Consiglio Comunale alla fine di Dicembre 2011 è indicata la realizzazione di un nuovo CDD con una spesa di 2,2 mil finanziata tramite leasing) è costretto ,per evidenti motivazioni di Bilancio,a recedere dalla posizione proponendo nella commissione urbanistica del 17 febbraio 2012 un nuovo progetto che prevede un ristrutturazione “leggera” della ex scuola di via Cernuschi con una spesa prevista di 500.000 euro ed il trasferimento nella stessa del CDD senza di fatto ottenere un reale miglioramento qualitativo del servizio rispetto alla situazione attuale.Da notare che nel progetto solo un terzo dello spazio disponibile è dedicato al CDD mentre due terzi sono dedicati ad altro. Inoltre secondo quanto affermato dal Dr Emilio Vulmaro Zanmarchi in Commissione questa sistemazione non è un primo passo verso una sistemazione definitiva ma che, in una auspicabile futura progettazione del CDD, gli spazi di cui oggi si prevede la ristrutturazione verranno dedicati ad altre destinazioni.

Colgo l’occasione per confermare,a scanso di malintesi ,la mia posizione sull’argomento, posizione che ribadisco essere assolutamente personale :

Il servizio Centro Diurno Disabili è importante e indispensabile, è giusto che le risorse di tutti vengano destinate a supportare la situazione di chi è stato meno fortunato.

L’unico modo economicamente sostenibile per ottenere il risultato di offrire servizi adeguati e sempre migliori è che che tutte le istituzioni interessate siano coinvolte nello sforzo.

Limitando il coinvolgimento ad una parte della popolazione ,nel nostro caso il 13%, non potremo che ottenere un risultato limitato e quindi non soddisfacente.

E’ altresi auspicabile che le famiglie degli utenti del servizio esercitino pressione sui Comuni in cui sono residenti per sollecitarne l’impegno finalizzato ad un effettivo miglioramento del servizio.

Considero di avere con questi commenti chiarito la mia posizione e ringrazio tutti per l’ attenzione riservata alle mie considerazioni.

Leonardo Leonardi

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