Lettera Aperta

Vi invitiamo a leggere la lettera aperta sui drammatici fatti di Firenze di Padre Angelo Cupini

Per Ass Casset
Presidente Associazione Senegalesi
a tutti gli Immigrati e Cittadini Lecchesi

Lecco 15 dicembre 2011

Carissimo Ass

ti scrivo a nome di tutti gli “abitanti” la Casa sul Pozzo per dirti il nostro dolore e rabbia per l’uccisione di due vostri e nostri fratelli, a Firenze.
Il loro nomi, Diop Mor e Samb Modou, li abbiamo conosciuti attraverso l’agenzia Redattore Sociale che così li ha presentati: vivevano a Firenze da 10 anni e facevano gli ambulanti ai mercati. Molto religiosi, tutti i venerdì andavano alla moschea. Sognavano di tornare in Senegal per regalare alla famiglia una vita più dignitosa.
Tu sai con quanta passione da 6 anni condividiamo la vostra fatica e speranza e come la Casa sul Pozzo sia stata e continui ad essere ogni giorno abitata da giovani vite desiderose di futuro.
In tutti questi anni, anche nella nostra Città, si sono proclamate cose folli e irresponsabili anche da parte di forze politiche, spesso nel silenzio drammatico dei più, sugli immigrati, sui rom, sui diversi.Un uomo del nostro territorio, che ha interrogato a lungo il grande libro della Bibbia, il Cardinale Gianfranco Ravasi, ha scritto: "Quando uno straniero risiede nel nostro territorio, non deve essere né molestato né oppresso. Lo straniero residente deve essere trattato come il nativo".Un altro vescovo, Carlo Maria Martini, che ci ha allenato ad alzare lo sguardo , ha posto, tanti anni fa, una domanda inquietante e forte per tutti i territori: qual è la sfida più urgente della nostra civiltà ? Metterei molto semplicemente l’imparare a convivere come diversi pur condividendo lo stesso territorio geografico e sociale e imparare a convivere senza distruggerci (pulizia etnica e tutte le forme affini), senza ghettizzarci (è l’apartheid e le forme più blande dello stesso atteggiamento), senza disprezzarci, o guardarci in cagnesco e neanche senza solo tollerarci; ma dobbiamo fare di più: vivificandoci e fermentandoci a vicenda,(…) , così che ognuno sia aiutato a rispondere di fronte a Dio della propria chiamata; sia musulmano, sia hindù, sia cristiano. Rispondere di fronte a Dio, alla propria chiamata. . Questo è molto difficile; forse è il problema principale della società di oggi e di domani.
Caro Ass, ti ho riportato questo testo perché per noi ha costituito il punto di partenza per tutto quello che è venuto dopo attraverso la Casa sul Pozzo e il progetto Crossing. Oggi ti scrivo in amicizia chiedendoti di farti interprete presso la tua Comunità senegalese, alla quale ci lega il dolore per la perdita del giovane amico Mamadou e la compagnia di molti altri giovani, del nostro dolore, della nostra rabbia, della nostra determinazione ad andare avanti.
Domani, venerdì, nel giorno sacro della vostra preghiera, vi penseremo, in solidarietà, davanti a Dio, padre di tutti gli uomini.

Un abbraccio da tutti.

Angelo Cupini

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