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Visualizzazione dei post da agosto 1, 2010

Asini e politici...

Il lecchesissimo ministro del Turismo e animalista per eccellenza Michela Vittoria Brambilla, smanioso di apparire al di fuori del perimetro di un opaco ministero che poco le da, avrebbe "sparato" sul Palio di Siena partendo dal presupposto che in Italia sono troppe le manifestazioni nelle quali vengono impiegati con metodi crudeli asini e oche. Si riferiva anche all'attività di governo?

Alberico Fumagalli
da Merateonline.it

La scuola è senza soldi e l'apprendimento dei ragazzi crolla

Il ministro Mariastella Gelmini si domandi se c'è qualche logica relazione tra i risultati dei test Invalsi (clicca sul testo evidenziato per leggere un articolo sul risultato dei test), che vedono precipitare i livelli di apprendimento dei ragazzi italiani, e i tagli di 8 miliardi e mezzo alla scuola pubblica, che hanno tolto compresenza sostegni e supplenze.

Sen. Antonio Rusconi

Il compagno Fini?

Non corrono verso la destra europea, ma verso “La Destra” di Storace. Fra i 43 parlamentari che lo hanno seguito rautiani, qualche fascista, omofobi, cuori neri e tradizionalisti cattolici

Qualcuno, perfino a sinistra, fa il tifo per Gianfranco Fini, non foss’altro che, come Bruto, avrebbe vibrato la prima coltellata a Cesare. Guardando i nomi degli oltre 40 parlamentari finiani (33 alla camera più una decina al senato) si vede però che più che la destra europea e moderna di “Fare Futuro”, quella degli Alessandro Campi e Sofia Ventura, è rappresentata un’accozzaglia di rautiani, qualche fascista non pentito, omofobi, cuori neri, tradizionalisti cattolici. E’ gente che a Fini deve la carriera più di quanto non la debba a Berlusconi ma che forse, le analisi politiche appaiono sottovalutarlo, più che andare “con Fini” va via “da Berlusconi”.
Li accompagnano altre schegge impazzite in uscita dal regime, come il fondamentalista liberale, ex-radicale, Benedetto Dalla Vedova. Il gruppone profi…

La morale "fai da te"

La questione morale agita il dibattito politico dal lontano 1981, da quando cioè – undici anni prima di Mani pulite – l’allora segretario del Pci, Enrico Berlinguer, ne parlò per primo. La Seconda Repubblica nacque giurando di non intascar tangenti, di rispettare il bene pubblico, di debellare malaffare e criminalità. Bastano tre cifre, invece, per dirci a che punto siamo arrivati. Nel nostro Paese, in un anno, l’evasione fiscale sottrae all’erario 156 miliardi di euro, le mafie fatturano da 120 a 140 miliardi e la corruzione brucia altri 50 miliardi, se non di più.
Il disastro etico è sotto gli occhi di tutti. Quel che stupisce è la rassegnazione generale. La mancata indignazione della gente comune. Un sintomo da non trascurare. Vuol dire che il male non riguarda solo il ceto politico. Ha tracimato, colpendo l’intera società. Prevale la “morale fai da te”: è bene solo quello che conviene a me, al mio gruppo, ai miei affiliati. Il “bene comune” è uscito di scena, espressione ormai desu…

Le calde domande di agosto

È agosto il mese più crudele, non aprile. È un mese di sospensione della vita reale. Tutti chiudono per ferie. Tocca star bene, non essere troppo piccoli né troppo vecchi, perché i piccoli e i vecchi hanno bisogno. Il bisogno è bandito, ad agosto. Il desiderio, invece, obbligatorio. Agosto è dedicato alla soddisfazione delle voglie, alla celebrazione del vuoto, all’assenza transitoria delle responsabilità. Si aprono voragini d’ozio, sull’orlo delle quali è normale sostare smarriti, attratti e spaventati dall’idea del riposo. Alcuni reagiscono partendo per viaggi estenuanti in Paesi Lontani, dove faticheranno più che in ufficio. Altri affrontano serenamente il rischio del tempo libero, magari sistemati nel contesto gradevole di qualche residuale scampolo di natura, contaminata ma non troppo. I più avveduti si avventano su qualche Isola protetta dal mobile confine del mare e, eccezionalmente, da un piano regolatore che impedisce di cementificare spiagge e scogli. È il caso della mia ado…

Se il nuovo è l'Antico

Dunque, vediamo. Berlusconi non ha la maggioranza assoluta (316). Con quella relativa (299) salva Caliendo dalla sfiducia, ma il governo è sotto il livello di galleggiamento. Gli astenuti della Triplice - il ritorno della Balena nelle vesti di Casini, Fini e Rutelli - sono 75, sommandoli a quelli dell'opposizione (229) fanno 304 voti: se la politica fosse solo aritmetica avremmo visto ieri il governo soccombere per cinque voti a una maggioranza nuova. Un tempo, molti anni fa, la si sarebbe chiamata di centro-trattino-sinistra con la stravagante presenza di Fini, che anche a volerlo spingere oltre la sua storia proprio centro-centro non è, diciamo che almeno una venatura di destra gli deve essere riconosciuta.
La politica però non è aritmetica, per fortuna. È fatta - per chi ci crede - di idee, di valori, di progetti. Ieri in aula abbiamo sentito parole nette e belle. Poi, anche, è fatta di convenienze, di interessi, di timori, di calcoli sul proprio destino: avete visto la rabbia c…

La banda e il bandolo

Che Berlusconi, diciotto anni fa, scese in campo per salvare se stesso dalla giustizia e le sue aziende dal fallimento non è un malevolo sospetto, ma un dato storico confermato da alcuni tra i suoi più autorevoli amici e sostenitori. Resta scolpita sul granito la confessione di Fedele Confalonieri in un'ormai storica intervista a Repubblica: «La verità è che, se Berlusconi non fosse entrato in politica, se non avesse fondato Forza Italia, noi oggi saremmo sotto un ponte o in galera con l'accusa di mafia».
Ecco a cosa serve la memoria: consente di orientarsi nelle situazioni confuse e di trovare il bandolo della matassa. Nel caso del nostro premier il bandolo è sempre quello e ricompare puntualmente nei momenti cruciali. Dunque anche ora che il suo partito di plastica, dopo appena un anno e mezzo dalla fondazione, si è rotto.
A quanto pare è furente. Il ministro della Guerra Ignazio La Russa gli aveva assicurato che i "finiani" si contavano sulle dita di due mani e, poc…

Capezzone per conto terzi

Riecco Capezzone affacciato ai tg, con la faccetta scura scura e la pettinatura da manichino che imita quella di Berlusconi, che imita quella di Capezzone. Stavolta l’ex radicale ha intimato a Fini di dimettersi da presidente della Camera, in nome della sua dignità. Caspita. E che cosa dovrebbe fare allora Capezzone, per conquistare un minimo di dignità? Dimettersi da portavoce del piccolo re senza regno sarebbe troppo poco. Capezzone, per la sua infinita capacità di replicare ogni squallido refrain, dovrebbe dimettersi prima di tutto da essere umano, poi rasarsi a zero e, se ci riesce, fare l’imitazione dell’imitatore di Minzolini a Sanremo. Solo così acquisterebbe un po’ di verità: quella di essere la faccia, anzi la faccetta più esposta del potere e dell’impotenza a vergognarsi di quello che dice per conto terzi; mentre c’è chi almeno spara cazzate in proprio.

Maria Novella Oppo
da L'Unità

Bombe a grappolo vietate dall'Onu, ma l'Italia non ci sta e non ratifica l'accordo

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha salutato con soddisfazione l'entrata in vigore domenica 1/o agosto della Convenzione di Oslo che mette al bando le bombe a grappolo (cluster bombs): «Un grande progresso», ha detto, per liberare il mondo da quelle che ha definito «armi ignobili». La Convenzione è stata ratificata a Oslo nel dicembre 2008 da 30 paesi ed è stata finora sottoscritta da 107 paesi.
Il documento proibisce l'impiego, la produzione, lo stoccaggio e il trasferimento di armi a submunizioni, ovvero bombe che contengono all'interno decine di piccoli ordigni che si spargono sul terreno dopo l'impatto. La Convenzione di Oslo è stata firmata da Gran Bretagna, Germania e Francia, ma non da Stati Uniti, Cina, Russia e Israele. «Sono felicissimo che la Convenzione sulle armi a submunizioni entri in vigore il 1/o agosto 2010 - ha detto Ban Ki-moon -. Questo nuovo strumento è un grande progresso verso il disarmo mondiale e ci aiuterà a lottare contr…