E se franasse il patto di ferro...

Che cosa accadrebbe se Berlusconi chiedesse, come suggerisce Casini, l'aiuto del Terzo Polo? In realtà il pallino resta in mano a Bossi: chi ha in mano il Nord controlla il Paese.

“La legislatura può arrivare al termine naturale”. Il terzo Polo rilancia la palla nel campo governativo per il secondo giorno consecutivo. Ieri Casini che ha invitato Berlusconi a chiedere aiuto alla luce del sole senza ricorrere ai sotterfugi o al mercato dei parlamentari. Oggi è stata la volta del Presidente della Camera Gianfranco Fini che nel corso del rituale incontro di auguri con la stampa parlamentare ha detto che ”ci sono le condizioni” perché la legislatura possa durare. Ma perché la legislatura possa durare, ha aggiunto Fini, occorre por mano alla riforma elettorale.
Sereno in vista dunque per il proseguo dell’attuale Governo? A prima vista sì, di fatto le posizioni restano distanti. Porre come condizione l’approvazione di una nuova legge elettorale proporzionale che consenta al neonato terzo polo di non essere schiacciato dai due schieramenti maggiori, come invece avverrebbe con l’attuale sistema elettorale, significa cambiare la natura del “berlusconismo”, a parte il fatto che mezzo Pd si metterebbe di traverso. La componente ex comunista del Pd infatti vede come il fumo negli occhi lo spettro di qualcosa che assomigli anche di lontano alla vecchia DC.
Ma lo scoglio forse più importante resta la Lega di Bossi che continua a chiedere le elezioni. Se Berlusconi chiedesse, come suggerisce Casini, l’aiuto del Terzo Polo, franerebbe l’asse portante del centrodestra che si regge sul patto di ferro fra Berlusconi e Bossi. Il pallino resta dunque in mano a Bossi. E sbaglia chi pensa che il leader del Carroccio si accontenterebbe del varo del federalismo fiscale. Bossi vuole conquistare il Nord: banche, regioni, comuni e province. Nel Nord sono concentrati i due terzi della forza economico-finanziaria e industriale del Paese. Chi ha in mano il Nord ha in mano il Paese, ma la strada per arrivarci passa per il governo di Roma.
Per riuscire in questo intento ci vuole una forza d’urto politica che il federalismo da solo non garantisce, l’attuale assetto politico sì ed ancor più lo garantirebbe se nelle probabili elezioni di primavera Bossi e Berlusconi vincessero da soli, senza Casini o Fini di mezzo.

Guglielmo Nardocci

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