La Finanziaria è contro lo sviluppo e il federalismo

Una Finanziaria contro lo sviluppo, contro i più deboli, giovani e donne, e contro il mondo del lavoro. I tagli agli enti locali per 13 miliardi di euro nel prossimo biennio assicurano la pietra tombale sul federalismo e sui servizi che mancheranno ai cittadini. Tanto più se venisse confermata la centralizzazione della spesa sanitaria. Dopo due anni a negare la crisi, ora il Governo cambia ritornello: la colpa è dei governi passati, soprattutto della sinistra. Si tratta di un intervento dichiarato pesante dallo stesso governo e al contempo insufficiente a risolvere la gravità della situazione. Siamo consapevoli che davanti a situazioni difficili e complicate come questa, un intervento di politica economico-finanziaria non possa essere indolore ma per prima cosa occorre partire dal taglio dei costi della politica: la riduzione del finanziamento ai partiti è una misura troppo timida, mentre non si parla di riduzione del numero dei parlamentari e delle spese derivanti dalla sovrapposizione di troppi livelli istituzionali; sul piano degli stipendi la sola operazione è “tagliare” le punte dei ministri e sottosegretari non parlamentari e dei dirigenti pubblici per la quota eccedente gli 80 mila euro; non si è stabilito un tetto per gli stipendi dei manager, nessuna tassa per rendite e patrimoni, mentre c’è il via libera all’ennesimo condono, stavolta sulle case fantasma; in ultimo continua l’accanimento contro le donne, alla faccia della conciliazione, nel pubblico impiego in pensione più tardi , e chiude le finestre delle pensioni di anzianità. In tutta Europa la questione delle tasse sui patrimoni è all’ordine del giorno, da noi non se ne parla. Bene, invece, che il governo affronti finalmente il contrasto all’evasione fiscale, con il ritorno della tracciabilità dei pagamenti, norme introdotte dal Governo Prodi e che proprio Tremonti aveva tolto subito. Evidentemente il Ministro è consapevole di aver sottratto risorse che oggi si vogliono recuperare. Si doveva fare meglio e di più. Se il Governo, come ci auguriamo, sarà disponibile a discuterne con responsabilità in parlamento, il Pd ci sarà con le sue proposte. Accogliamo le raccomandazioni del Capo dello stato e intendiamo fare la nostra parte, occorre però, che il Governo si renda all’altezza del compito per il bene del Paese. Un governo che tenda a unire, non a dividere come sta facendo anche in queste ore.

Onorevole Lucia Codurelli

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