Il futuro del Polo del mercato del lavoro a Lecco

La difficile situazione economica lecchese non va minimizzata sperando che la nostra tradizionale laboriosità ci faccia superare l’ostacolo. Potrebbe essere così, ma non lo sarà per tutti. Perciò bisogna usare bene gli strumenti disponibili per aiutare il sistema e i lavoratori. Oggi abbiamo più tutele di 25 anni fa, quando andarono in crisi le grandi aziende, basta saperle usare tutte e bene.
Il Polo per l’eccellenza del mercato del lavoro (
clicca sul testo in grassetto) è uno di questi strumenti, ma deve rispettare l’idea originaria di costituire un’esperienza pilota in Lombardia per accompagnare chi rischia di perdere il lavoro o lo ha perso, verso un nuovo posto. Questo giustifica l’investimento di 1,5 milioni di euro in tre anni (metà della Regione, l’altra della Provincia), più il contributo della Camera di commercio.
Per recuperare in questi mesi un’azione più forte e incisiva rispetto agli obiettivi fissati, serve avviare una seconda fase che la Provincia deve impegnarsi a garantire insieme alle parti.
Ecco i punti su cui lavorare da subito:
  1. Trovare per il coordinamento strategico del Polo una professionalità capace di portare a Lecco le migliori esperienze nazionali sul governo del mercato del lavoro, cui affidare il governo scientifico non di una "unità di crisi", ma di una "unità di lavoro". Il prof. Pietro Antonio Varesi, coordinatore scientifico del progetto "Polo di eccellenza", mi pare possa garantire tutto questo.
  2. Concordare con le parti sociali un protocollo per gestire l’offerta di servizi che i lavoratori interessati riceveranno dal Polo e le procedure di accesso.
  3. Definire il "patto di servizio" che il singolo lavoratore dovrà sottoscrivere con il Polo, che costituirà il contratto che fissa per entrambi diritti e doveri, a seguito del quale viene attivata la dote lavoro di 4500 euro.
  4. Stipulare la convenzione tra Polo e agenzie specializzate sul mercato del lavoro con i Cfp per la formazione dei soggetti che sottoscrivono il "patto di servizio".
  5. Assegnare all’osservatorio sul mercato del lavoro provinciale il compito di redigere un rapporto sulle esigenze del mercato del lavoro con i dati dell’offerta e della domanda, per fornire l’orientamento all’accompagnamento e alla formazione.
Tutto questo dovrebbe far parte di una vero e proprio patto territoriale da far sottoscrivere anche alla Regione Lombardia, per consentire un uso più mirato delle doti lavoro e formazione e per investire su figure professionali di cui il territorio ha bisogno".

Carlo Spreafico
Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale
Consigliere segretario

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