giovedì 15 aprile 2010

Muore bimba respinta dall'ospedale: il papà non aveva i documenti in regola

Cernusco sul Naviglio, 12 aprile 2010 -In Italia, dopo l'approvazione della legge razziale nota come "pacchetto sicurezza", sono sempre più frequenti i casi di esseri umani respinti da ospedali e medici perché "clandestini" o con la tessera sanitaria scaduta. A Cernusco sul Naviglio è morta il 3 marzo scorso una bambina di origine nigeriana, che aveva appena 13 mesi. Giunta al pronto soccorso in piena notte, gravemente sofferente e in preda ad attacchi di vomito, è stata dimessa senza nessuna visita. Il referto riporta poche parole: "Buone condizioni generali". Una volta fuori, le sue condizioni sono peggiorate e la famiglia l'ha ricondotta al pronto soccorso, dove però non è stata neanche visitata dai medici di turno perché il padre, Tommy Odiase, aveva la tessera sanitaria scaduta. "Non possiamo visitarla né ricoverarla," hanno spiegato i sanitari. La famiglia, distrutta dal dolore, ha presentato una denuncia a carico dell'ospedale, per omicidio colposo ed è seguita dall'avvocato Marco Martinelli. "E' importante che si faccia giustizia, anche se in questi casi, che non sono rari," commenta il Gruppo EveryOne, "le strutture sanitarie italiane mettono in moto i loro uffici legali, cercando ogni cavillo per smentire le dichiarazioni delle vittime o addirittura capovolgere la realtà, all'unico fine di uscire 'senza macchia' di fronte al ministero della Sanità, che li finanzia. Noi stessi ci siamo trovati di fronte a casi drammatici di mancata assistenza, ricevendo smentite e intimidazioni da parte degli ospedali. Rimane una tragedia dolorosissima, la morte di un altro essere umano innocente a causa delle leggi razziali che esistono in Italia e di cui sono responsabili le Istituzioni che le hanno emanate, i partiti di opposizione che non le hanno combattute, la stampa che ne ha censurato la natura criminale, anticostituzionale e antidemocratica e tutti coloro che partecipano attivamente o con la loro delazione alle operazioni di persecuzione etnica in corso da alcuni anni nel nostro paese".

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